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Il Giurì ha ritenuto che la campagna sociale Pro Vita volta a sensibilizzare il pubblico sul tema dell’eutanasia, che presentano casi di disagio fisico o psicologico come sufficienti per poterla richiedere, non possano essere sottoposte a un principio di veridicità, in quanto riferiscono idee, non fatti e che dunque, seppur problematiche, non violino i principi di onestà e correttezza del Codice di Autodisciplina.
Pronuncia n. 59/2019 del 3/12/2019
Parti Comitato di Controllo c. Pro Vita & Famiglia
Mezzi Affissioni
Prodotto Campagna di informazione
Messaggio «Lucia, 45 anni, disabile. Potrà farsi uccidere. E se fosse tua madre? #noeutanasia» – «Alessandro, 18 anni, bullizzato. Potrà farsi uccidere. E se fosse tuo figlio? #noeutanasia» – «Marta, 24 anni, soffre di anoressia. Potrà farsi uccidere. E se fosse tua sorella? #noeutanasia» – e altri claim
Presidente e Relatore Di Cataldo
Dispositivo «Il Giurì, esaminati gli atti e sentite le parti, dichiara che le comunicazioni esaminate non sono in contrasto con il Codice di Autodisciplina.»

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