| Ingiunzione | n. 16/26 del 9/06/2026 |
| Nei confronti di | Idea Net S.r.l. |
| Mezzi | TV |
| Prodotto | Depur Joy Plus |
| Messaggio | “Quanto lo pagherai? Appena 240 euro se vuoi pagarlo in contanti alla consegna. Se preferisci rateizzare la spesa basteranno 20 euro per 12 mesi” |
| Articoli violati | 2 – Comunicazione commerciale ingannevole – |
Il Presidente del Comitato di Controllo vista la telepromozione relativa a “Depur Joy Plus”, diffusa su canale 9 nel mese di maggio 2026 ritiene la stessa manifestamente contraria all’art. 2 – Comunicazione commerciale ingannevole – del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.
Il messaggio è volto alla vendita di un sistema di filtrazione dell’acqua ed evidenzia la particolare convenienza del suo costo: “Quanto lo pagherai? Appena 240 euro se vuoi pagarlo in contanti alla consegna. Se preferisci rateizzare la spesa basteranno 20 euro per 12 mesi”, senza anticipi, interessi o necessità di mostrare la busta paga. Nel prezzo sarebbe altresì compresa in omaggio una “batteria di pentole completa”. La spesa è altresì indicata a video a caratteri ben evidenti.
Ad avviso del Comitato di Controllo, il messaggio veicola informazioni parziali e suscettibili di indurre in errore i consumatori in relazione alle effettive condizioni dell’offerta pubblicizzata. Non si spiega infatti in modo chiaro che il prezzo indicato non comprende le spese di installazione (pari a 120 euro) e quelli di consegna (pari a 30 euro). Tali informazioni infatti scorrono in un super veloce e a caratteri minimi in fondo allo schermo, risultando del tutto illeggibili. Nessun accenno viene inoltre fatto ai costi per la manutenzione necessaria del sistema, lasciando pertanto intendere che i 240 euro vantati rappresentino l’unica spesa da sostenere per avere tutto quanto pubblicizzato.
Il messaggio risulta perciò fortemente irrispettoso del principio di correttezza e trasparenza previsto dalle norme autodisciplinari e contrasta con il principio di “autosufficienza informativa”, volto a evitare il cosiddetto “primo aggancio” del consumatore, oggetto di consolidata giurisprudenza del Giurì. Risulta oltremodo scorretto allettare il pubblico enfatizzando un prezzo vantaggioso, di fatto omettendo tutte le altre informazioni necessarie per consentire la piena e completa comprensione e valutazione dell’offerta da parte dei consumatori.
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