| Ingiunzione | n. 12/26 del 18/05/2026 |
| Nei confronti di | Philipp Plein International AG |
| Mezzi | affissioni |
| Prodotto | Plein Hotel |
| Messaggio | “Just the right amount of wrong. The Plein luxury hospitality, entertainment & property group” |
| Articoli violati | 9 – Violenza, volgarità, indecenza- e 10 – Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona |
Il Presidente del Comitato di Controllo visto il messaggio pubblicitario “Just the right amount of wrong. The Plein luxury hospitality, entertainment & property group” relativo a The Plein Hotel, rilevato su affissioni presso l’aeroporto di Malpensa nel mese di maggio 2026 ritiene lo stesso manifestamente contrario agli artt. 9 – Violenza, volgarità, indecenza- e 10 – Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona – del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.
L’immagine mostra un uomo e una donna in abiti da sera, seduti sugli scalini di una scala. L’uomo afferra a mano piena la gola della donna che ha gli occhi chiusi, mentre il claim recita “Just the right amount of wrong. The Plein luxury hospitality, entertainment & property group”.
Al di là dell’intento comunicazionale dell’inserzionista di promuovere i propri particolari servizi di hotellerie, il messaggio si presta facilmente a una lettura in contrasto con il dettato dell’art. 9 del Codice, per il quale la “pubblicità non deve contenere affermazioni o rappresentazioni di violenza fisica o morale…” e dell’art. 10 che impone il rispetto “della dignità della persona in tutte le sue forme ed espressioni”.
La lettura più logica dell’immagine, in combinazione al richiamo al comportamento “sbagliato” della titolazione (“just the right amount of wrong”), lascia pochi dubbi riguardo alla volontà di voler rappresentare una situazione di possesso e di sopraffazione che supera il limite che un messaggio pubblicitario deve rispettare in base al Codice di autodisciplina.
Alla luce dell’ordinamento autodisciplinare porre limiti alla pubblicità trova giustificazione nella finalità economica di quest’ultima, a differenza di altre possibili forme di manifestazione del pensiero. Nel caso di un messaggio pubblicitario diffuso attraverso affissioni tale limite deve essere, se possibile, ancora più stringente dal momento che tale mezzo è in grado di raggiungere un pubblico indifferenziato.
Ultimo ma non ultimo, va considerato che una simile rappresentazione è suscettibile di normalizzare dinamiche di dominio e violenza anche simbolica, che destano preoccupazione in un contesto sociale in cui il tema della violenza sulle donne resta particolarmente drammatico e dibattuto.
Consulta tutte le decisioni iscrivendoti all’Archivio IAP