Native Advertising

Native Advertising

Il native advertising si sviluppa con l’obiettivo di immergere il messaggio pubblicitario in un determinato contesto, attraverso contenuti che assumono le sembianze di quelli originari (“nativi” appunto) della piattaforma che li ospita, per catturare l’interesse del pubblico. Una comunicazione commerciale che cerca di stabilire un engagement con gli utenti, ponendosi in una prospettiva meno “intrusiva”.

Contenuti editoriali e contenuti pubblicitari si ibridano per riprodurre la medesima esperienza dell’utente nella forma e nel contenuto all’interno del contesto di riferimento.
Il vincolo fondamentale posto a carico di questa forma di comunicazione è che tale “ibridazione” venga sempre adeguatamente segnalata.

Tra le molteplici tipologie di native advertising, le più comuni e diffuse sulla Rete sono attualmente: le in-feed units, le paid search units,  i recommendation widgets.

Ogni contenuto diffuso attraverso il native advertising è soggetto alle previsioni del C.A. e, in particolare, all’art. 7.

Se il native advertising viene accreditato tramite soggetti terzi (celebrity, influencer o user) bisognerà far riferimento anche alle indicazioni in tema di endorsement.

Il C.A. non indica modalità obbligatorie per segnalare agli utenti il fine promozionale del contenuto espresso.

Tuttavia per la conformità con l’art 7 è necessario utilizzare  accorgimenti per renderne riconoscibile la natura promozionale come quelli  illustrati nelle pagine che seguono.

 

 

 

IAP è membro di EASA - European Advertising Standards Alliance e di ICAS - International Council on Ad Self-Regulation EASA_50