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Il messaggio Univerisità Pegaso veicola un’informazione incompleta riguardo alla possibilità di rateizzare la retta

Ingiunzione n. 3/26 del 28/01/2026
Nei confronti di Pegaso Srl
Mezzi TV
Prodotto Università Pegaso
Messaggio “A gennaio retta da 134 euro al mese.”
Articoli violati 2 – Comunicazione Commerciale Ingannevole – e 17 – Vendite a credito

Il Presidente del Comitato di Controllo visto il telecomunicato relativo a “Università Pegaso”, diffuso su LA7 nel mese di gennaio 2026 ritiene lo stesso manifestamente contrario agli artt. 2 – Comunicazione commerciale ingannevole – e 17 – Vendite a credito – del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale. Il messaggio illustra le caratteristiche dell’Università telematica pubblicizzata e afferma: “Questo è il futuro che ti aspetta, anche se sei all’Università e sei bloccato con gli esami. Passa a Pegaso, l’Università digitale leader in Italia. Riconosciamo i crediti dei tuoi esami. Studi online, con videolezioni sempre disponibili. Non perdere l’anno, le iscrizioni sono ancora aperte. A gennaio retta da 134 euro al mese.”Ad avviso del Comitato di Controllo, il messaggio veicola un’informazione incompleta ai sensi dell’art. 17 del Codice relativamente all’indicazione della possibilità di rateizzare la retta, idonea perciò a indurre in errore il pubblico sulle effettive condizioni dell’offerta pubblicizzata. A fronte della perentoria e allettante promessa di una “rata agevolata”, la comunicazione non fornisce al pubblico le informazioni necessarie per consentirgli una completa valutazione dell’offerta. L’importo della stessa rata è espresso con la formula indeterminabile “a partire da”, ma manca un esempio completo di rateizzazione che consenta ai consumatori di conoscere informazioni rilevanti, quali ad esempio il numero complessivo di rate, il costo totale del credito e l’importo dovuto dal consumatore, nonché gli eventuali costi accessori. La nota a caratteri minimi che compare sullo schermo per pochi istanti, laddove fosse effettivamente percepita e letta, non chiarisce quali siano le “specifiche agevolazioni economiche” che garantirebbero l’importo della rata pubblicizzato, né per quanto sia valida l’offerta vantata: la nota infatti accenna ambiguamente al fatto che “l’importo della rata varia negli anni successivi” senza ulteriori chiarimenti. Il messaggio risulta perciò irrispettoso del principio di correttezza previsto dalle norme autodisciplinari e contrasta con il principio di “autosufficienza informativa”, volto ad evitare il cosiddetto “primo aggancio” del consumatore, oggetto di consolidata giurisprudenza del Giurì. Risulta oltremodo scorretto allettare il pubblico enfatizzando un elemento vantaggioso che riguarda solo una parte del finanziamento proposto (in questo caso l’eventuale importo della rata), di fatto omettendo tutte le altre informazioni necessarie per consentire la piena comprensione e valutazione dell’offerta da parte dei consumatori.

 

 

 

 

 

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