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Per il Comitato di Controllo la comunicazione commerciale relativa alla clinica dentale Brianza Dent veicola, sotto un’apparente veste informativa, un intento nei contenuti e nei toni eminentemente pubblicitario non immediatamente riconoscibile dal pubblico. Tutte le caratteristiche di quello che viene proposto formalmente come servizio televisivo di approfondimento riportano in realtà a un fine promozionale, teso a illustrare non già una moda, come annunciato dalla conduttrice, ma una vera e propria specifica offerta commerciale non riconoscibile come tale.

Ingiunzione n. 28/19 del 3/6/19
Nei confronti di FONO VI.PI. Italia S.p.a.; Brianza Dent
Mezzi TV
Prodotto Clinica Dentale Brianza Dent
Messaggio Turismo dentale
Articoli violati 7 – Identificazione della comunicazione commerciale

Il Presidente del Comitato di Controllo vista la comunicazione commerciale relativa alla clinica dentale “Brianza Dent” all’interno della trasmissione televisiva “Comò”, diffusa su Telenorba in data 17/03/2019 ritiene la stessa manifestamente contraria all’art. 7 – Identificazione della comunicazione commerciale – del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale, in quanto veicola sotto un’apparente veste informativa, un intento nei contenuti e nei toni eminentemente pubblicitario, non immediatamente riconoscibile dal pubblico in quanto tale.  La trasmissione è un rotocalco televisivo dedicato a diversi temi, che spaziano dalla moda, al costume, al lifestyle. Nella puntata del 17/03/2019 viene lanciato un servizio dedicato alla moda del “turismo dentale” in Albania, ovvero l’adesione sempre più frequente di molti italiani ad offerte di cure odontoiatriche a Tirana a prezzi ridotti, che comprendono anche i voli di andata e ritorno e la sistemazione in hotel. Il servizio racconta passo passo l’esperienza di un ragazzo pugliese, in particolare della sua adesione all’offerta della clinica dentale “Brianza Dent” a Tirana. Il nome della clinica compare ben in evidenza più volte nel corso del servizio e di essa vengono illustrati in chiave promozionale tutti i vantaggi, l’avanguardia delle tecnologie utilizzate, la professionalità di chi vi lavora. Ad avviso del Comitato, quanto descritto costituisce un caso emblematico di pubblicità camuffata. Tutte le caratteristiche di quello che viene proposto formalmente come servizio di approfondimento riportano in realtà a un fine promozionale, teso a illustrare non già una moda, come annunciato dalla conduttrice, ma una vera e propria specifica offerta commerciale. In tale prospettiva, stante la sostanziale natura pubblicitaria di questa parte della trasmissione, mancano, ad avviso del Comitato, degli idonei accorgimenti che la rendano chiaramente percepibile dal pubblico per distinguerla da contenuti di altro tipo, configurando una violazione dell’art. 7 del Codice. Insufficiente è infatti la scritta che compare solo all’inizio e alla fine della trasmissione per pochi istanti sullo schermo e a caratteri minimi “In questo programma sono presenti contenuti e prodotti a fini promozionali”, in quanto nel contesto descritto non è idonea ad assolvere alla funzione di avvertire sufficientemente il pubblico.

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