Medicinali veterinari

Regolamento sulla comunicazione commerciale dei medicinali per uso veterinario

Fermo restante il rispetto delle disposizioni contenute nel Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale, la comunicazione commerciale dei medicinali veterinari non soggetti ad obbligo di prescrizione medico-veterinaria deve:

a) essere realizzata in modo che la natura promozionale del messaggio sia evidente ed il prodotto sia chiaramente identificato come medicinale;

b) comprendere almeno la denominazione del medicinale veterinario e la denominazione comune del principio attivo (indicazione non obbligatoria se il medicinale è costituito da più principi attivi), nonché un invito esplicito e chiaro (stampa periodica e quotidiana caratteri di dimensioni non inferiori al corpo 9) a leggere attentamente le avvertenze figuranti nel foglietto illustrativo e/o sull’imballaggio esterno;

c) in deroga al punto b) la comunicazione commerciale può limitarsi a contenere la denominazione del medicinale, qualora abbia lo scopo esclusivo di rammentarla.

Inoltre, la comunicazione commerciale dei medicinali veterinari non può contenere alcun elemento che:

a) faccia apparire superflua la consultazione di un medico veterinario o l’intervento chirurgico, in particolare offrendo una diagnosi o proponendo una cura per corrispondenza;

b) induca a ritenere che il medicinale veterinario sia innocuo e dotato di ampio margine di maneggevolezza;

c) induca a ritenere, anche facendo riferimento a dati di farmacovigilanza, che il medicinale veterinario sia privo di effetti collaterali o che la sua efficacia sia superiore o pari a quella di un altro medicinale veterinario;

d) induca a ritenere che il medicinale veterinario sia privo di rischi per la persona che lo somministra e, nel caso di medicinali per uso esterno, per le persone che vivono a contatto con l’animale trattato;

e) induca a ritenere che il medicinale veterinario sia privo di rischi di impatto ambientale;

f) induca a ritenere che la mancanza del medicinale veterinario possa avere effetti pregiudizievoli sul normale stato di buona salute dell’animale;

g) comprenda una raccomandazione di scienziati, di associazioni scientifiche o culturali, di operatori sanitari o di persone largamente note al pubblico;

h) assimili il medicinale veterinario ad un altro prodotto di consumo;

i) induca a ritenere che la sicurezza o l’efficacia del medicinale veterinario sia dovuta al fatto che si tratti di una sostanza “naturale”;

j) possa indurre ad una errata diagnosi da parte del proprietario dell’animale;

k) faccia riferimento in modo abusivo, impressionante o ingannevole a certificati di guarigione;

l) utilizzi in modo impressionante ed ingannevole rappresentazioni visive di alterazioni del corpo dell’animale dovute a malattie o lesioni;

m) enfatizzi che il medicinale veterinario abbia ricevuto un’autorizzazione all’immissione in commercio.

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