Per il Comitato di Controllo la pubblicità relativa ad un ristorante di Torino appare sessista per la rappresentazione svilente dell’immagine della donna, fotografata a bocca aperta con un’espressione di meraviglia davanti a un insieme di arrosticini, mentre il calim recita “Lino ce l’ha più grande”.

Ingiunzione n. 66/19 del 3/12/2019
Nei confronti di L.P.V. Srl; Comune di Torino
Mezzi Affissione
Prodotto Ristorante Torino
Messaggio “Lino ce l’ha più grande!”
Articoli violati 9 – Violenza, volgarità, indecenza; 10 – Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona

Il Presidente del Comitato di Controllo visto il messaggio pubblicitario “Lino ce l’ha più grande!”, rilevato su affissioni diffuse nella città di Torino nel mese di dicembre 2019 ritiene lo stesso manifestamente contrario agli artt. 9 e 10 Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale, in quanto marcatamente allusivo e provocatorio, oltre i limiti accettabili in una comunicazione al grande pubblico quale quella pubblicitaria. Evidente, infatti, è il carattere esibizionistico ed evocativo della raffigurazione, che per pubblicizzare una catena di ristoranti di specialità abruzzesi mostra una donna fotografata a bocca aperta con un’espressione di meraviglia davanti a un insieme di arrosticini, mentre il claim recita “Lino ce l’ha più grande”, specificando “Gli arrosticini da noi passano da 21 a 28 grammi! Soddisfazione al 100%”. Benché non esistano temi tabù in pubblicità, è fuor di dubbio che la rappresentazione in questione risulta marcatamente volgare, tale da trascendere i limiti del semplice cattivo gusto e della decenza e da turbare il pubblico dei destinatari, palesando una violazione dell’art. 9 del Codice. Una simile rappresentazione si pone altresì in contrasto con l’art. 10 del Codice, in quanto lesiva della dignità della persona: l’atteggiamento della donna rappresentata non lascia adito a dubbi sull’idoneità dell’immagine a ledere l’essenza e la dignità della persona. È noto che, soprattutto negli ultimi anni, si è sviluppata nella società civile una massa critica, ai più diversi livelli, che mira a sollecitare una maggiore consapevolezza sui temi della dignità della persona e del rispetto dell’identità di genere. Lo stesso Giurì dell’Autodisciplina Pubblicitaria ha avuto modo di riconoscere questa rivendicazione forte ed argomentata in diverse pronunce.  L’intervento in oggetto inoltre è dettato da quanto previsto dal Protocollo sottoscritto tra IAP e ANCI, cui il Comune Torino ha aderito, affinché le diverse sensibilità presenti nel pubblico ricevano giusta e doverosa considerazione, soprattutto, come in questo caso, quando attengono a valori primari della persona.  Si segnala inoltre che la diffusione del messaggio tramite affissioni esposte ad un pubblico indifferenziato amplifica le violazioni del Codice contestate. Il veicolo in questione si presenta come uno dei più invasivi in quanto la visione del messaggio viene imposta indistintamente a chiunque, non rispondendo ad una precisa scelta dei fruitori.

 

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