Per il Comitato di Controllo il messaggio, volto a pubblicizzare un’impresa edile attraverso l’immagine di una donna ripresa da tergo, piegata in avanti in posizione di partenza come per scattare in corsa con in primo piano il fondoschiena, appare sessista per la rappresentazione svilente dell’immagine della donna. La figura femminile risulta strumentalizzata al solo scopo di attirare l’attenzione del pubblico, conducendo inevitabilmente, anche per via del gioco di parole del claim (“ci siamo fatti il curriculum sull’asfalto…”), a un’impropria mercificazione della persona.

Ingiunzione n. 41/19 del 11/7/19
Nei confronti di Intersonda Srl; Igp Decaux S.p.A.
Mezzi Affissione
Prodotto Impresa edile
Messaggio “Ci siamo fatti il curriculum sull’asfalto. Siamo pronti a fare strada”
Articoli violati 10 – Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona

Il Presidente del Comitato di Controllo vista la comunicazione commerciale “Ci siamo fatti il curriculum sull’asfalto. Siamo pronti a fare strada” di Intersonda, rilevata per affissioni nella città di Lucca nel mese di luglio 2019 ritiene la stessa manifestamente contraria all’art. 10 – Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale. Il messaggio in questione, volto a pubblicizzare l’impresa edile Intersonda srl, mostra una donna ripresa da tergo, piegata in avanti in posizione di partenza come per scattare in corsa, con in primo piano il fondoschiena. Ad avviso del Comitato di Controllo il messaggio veicola una rappresentazione svilente della donna, determinando il contrasto del messaggio con l’art. 10 del Codice, che specifica che “la comunicazione commerciale deve rispettare la dignità della persona umana in tutte le sue forme ed espressioni”. La figura femminile risulta infatti strumentalizzata anche per via del gioco di parole contenuto nell’espressione “ci siamo fatti il curriculum”, al solo scopo di attirare l’attenzione del pubblico, conducendo inevitabilmente a una mercificazione della persona, non accettabile. La diffusione del messaggio tramite affissioni, esposte a un pubblico indifferenziato, amplifica la violazione del Codice contestata. Il veicolo in questione si presenta infatti come uno dei più invasivi in quanto la visione del messaggio viene imposta indistintamente a chiunque, non rispondendo ad una precisa scelta dei fruitori.

Consulta tutte le decisioni iscrivendoti all’Archivio IAP

Torna all’elenco delle decisioni

 

IAP è membro di EASA - European Advertising Standards Alliance e di ICAS - International Council on Ad Self-Regulation EASA_50