Ingiunzione 17/2018

Ingiunzionen. 17/18 del 19/2/2018
Nei confronti diChefaro Pharma Italia Srl
MezziRadio
ProdottoDetergente intimo
Articoli violati10

Il Presidente del Comitato di Controllo visto il radiocomunicato “Lactacyd igiene intima”, rilevato su rilevato su Radio Italia Solo Musica Italiana nel mese di gennaio e febbraio 2018 ritiene lo stesso manifestamente contrario all’art. 10 – Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona –  del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale. Il messaggio, nel promuovere il prodotto per l’igiene intima Lactacyd, gioca sui molti nomi che possono essere attribuiti all’organo genitale femminile, declamati da una voce lirica, per invitare il pubblico femminile a prendersi cura di sé, grazie al “detergente che rispetta la naturale acidità delle tue parti intime” e che “celebra la tua femminilità”.  Quest’ultima espressione viene ripetuta due volte nello spot radiofonico, ed è unicamente su di essa che si fonda la contestazione del Comitato di Controllo.

Se, infatti, la costruzione narrativa del messaggio, incentrata sui “nomi della cosa” (parafrasando il titolo di un libro in termini) e la lirica, rientra nell’ambito del buon gusto della scelta pubblicitaria, che non è compito degli organi autodisciplinari sindacare, discorso differente, ad avviso dell’organo di controllo, merita l’espressione summenzionata, ripetuta due volte, “celebra la tua femminilità con Lactacyd”, che nel contesto, crea un necessario e estremamente riduttivo collegamento, che risulta offensivo e discriminante. La “femminilità” viene, infatti, ricondotta unicamente, per sineddoche, ad una parte del corpo femminile, banalizzando la complessità umana e l’insieme delle caratteristiche proprie in questo caso della donna, che attengono a ben altro del mero aspetto fisico o della corporeità.

Simili comunicazioni, anche aldilà delle intenzioni, veicolano contenuti che cristallizzano modelli non sentiti più attuali e comunque rigidamente restrittivi, che come tali sono suscettibili di urtare la sensibilità del pubblico, in quanto rappresentano ostacoli per una società moderna e paritaria e hanno ripercussioni anche sui minori, non ancora pronti ad una corretta elaborazione critica del messaggio, potendo creare non solo disordine nell’immaginario, ma soprattutto la possibilità di banalizzazione della figura femminile e maschile e, di conseguenza, pericolose inclinazioni ad abbassare il senso critico sui valori fondamentali dell’individuo.

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