Per il Comitato di Controllo la pubblicità relativa al rivenditore di moto elettriche Attrazioni Elettriche appare sessista per la rappresentazione svilente dell’immagine della persona, una donna su un motorino, ripresa da tergo con indosso solo gli slip, mentre il claim recita “Vienimi Dietro sono elettrica”.

Ingiunzione n. 10/20 del 20/2/20
Nei confronti di Attrazione Elettrica, Comune di Ragusa
Mezzi Affissioni
Prodotto moto elettriche
Messaggio “Vienimi Dietro sono elettrica”
Articoli violati 1 – Lealtà della comunicazione commerciale – e 10 – Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona

Il Presidente del Comitato di Controllo visto il messaggio pubblicitario “Vienimi Dietro sono elettrica”, rilevato per affissioni diffuse nel Comune di Ragusa nel mese di febbraio 2020 ritiene lo stesso manifestamente contrario agli artt. 1 – Lealtà della comunicazione commerciale – e 10 – Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona – del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale, in quanto marcatamente allusivo e svilente. Non lascia adito a dubbi sulla sua decodifica la raffigurazione che, per pubblicizzare un rivenditore di auto elettriche, mostra una donna su un motorino, ripresa da tergo con indosso solo gli slip, mentre il claim recita “Vienimi Dietro sono elettrica”. Una simile rappresentazione si pone in contrasto con l’art. 10 del Codice, in quanto lesiva della dignità della persona. La figura femminile viene infatti degradata a mero oggetto di pulsioni erotiche, esposta al pubblico come in vetrina e assimilata al prodotto, per mezzo del gioco di parole “vienimi dietro…”. La comunicazione trasferisce sul corpo della donna l’appetibilità del sevizio pubblicizzato e la facile accessibilità all’una e all’altro, con una commistione di piani che conduce alla mercificazione della persona e al degrado della sua dignità. Si consideri, peraltro, che tale ingiustificato e inopportuno uso del corpo femminile genera agli occhi del pubblico riprovazione e sentimenti di rifiuto che determinano un generale discredito che si riflette sulla comunicazione commerciale stessa, intesa come istituzione, e ciò pone il messaggio in contrasto anche con l’art. 1 del Codice. L’intervento in oggetto inoltre è dettato da quanto previsto dal Protocollo sottoscritto tra IAP e ANCI, cui il Comune di Ragusa ha aderito, affinché le diverse sensibilità presenti nel pubblico ricevano giusta e doverosa considerazione, soprattutto, come in questo caso, quando attengono a valori primari della persona.

 

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