Ingiunzione 72/2015

Ingiunzionen. 72/15 del 18/9/15
Nei confronti diMORGAN SRL
MezziStampa
ProdottoLinea di prodotti detergenti
Articoli violati2, 23

Il Presidente del Comitato di Controllo visto il messaggio pubblicitario “Carezze di mamma”, relativo alla linea di prodotti ‘Eubos’, rilevato su Donna Moderna – data copertina 17 luglio 2015 ritiene lo stesso manifestamente contrario agli artt. 2 – Pubblicità Ingannevole – e 23 – Prodotti cosmetici e per l’igiene personale – del Codice di Autodisciplina Pubblicitaria. Il messaggio, nel promuovere la linea di prodotti “Eubos”, “la protezione ideale per mamma e bambino”, riferisce espressamente che è “CONSIGLIATA DA DERMATOLOGI E PEDIATRI”. Nella valutazione della pubblicità in esame non si può prescindere dall’orientamento univoco e coerente fornito dal Codice che negli articoli 25, 24 e 23 bis prevede il divieto di “avvalersi di raccomandazioni di operatori sanitari” e “di richiami a raccomandazioni o attestazioni di tipo medico”. Un divieto preciso che, come ha avuto modo di rilevare lo stesso Giurì alcuni anni or sono, non può non valere a maggior ragione per i prodotti cosmetici, e che si può desumere a fortiori dal disposto del secondo comma dell’art. 23, per il quale la pubblicità “..non deve indurre il consumatore a confondere i prodotti cosmetici….con i medicinali, con i presidi medico-chirurgici e coi trattamenti curativi” (cfr. pron. 378/98). Il riferimento alla figura degli operatori sanitari, dermatologi e pediatri, in connessione con la promessa della “protezione ideale” è affermazione suscettibile di indurre il pubblico ad attribuire erroneamente alla linea di prodotti pubblicizzati quantomeno un quid pluris rispetto ad altri cosmetici, in termini curativi. Inoltre, l’espressione “consigliata da dermatologi e pediatri” risulta scorretta anche di per sé, in quanto porta a ritenere impropriamente che i prodotti siano generalmente consigliati da tutti o dalla maggioranza degli specialisti in tali discipline. Tutto ciò considerato, occorre infine sottolineare che l’ingannevolezza di un messaggio pubblicitario deve essere valutata non solo per il contenuto dello stesso, ma anche in considerazione del pubblico cui è destinato, costituito da persone particolarmente sensibili e per questo motivo portate ad una decodifica più allettante ed illusoria delle promesse del facile ottenimento di risultati particolarmente ambiti (quali quelli in campo salutistico) con la conseguente amplificazione dei profili di ingannevolezza.

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