|
||
|
|
||
|
L'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria, che si prefigge di assicurare una pubblicità realizzata nel rispetto dei princìpi di una veridica e corretta informazione del cittadino-consumatore e di una leale competizione fra le imprese, è giunto al suo 37° anno di attività.
L'attività svolta dal Giurì e dal Comitato di Controllo si conferma quantitativamente sui livelli del 2002, nonostante la generale contrazione degli investimenti pubblicitari avvenuta nel corso dell'ultimo anno (983 interventi rispetto ai 989 del 2001). Risulta così che dal 1966 a oggi sono stati ampiamente superati gli 11.000 casi sottoposti a controllo, prova della serietà e della consistenza dell'impegno assunto dal mondo pubblicitario di dotarsi di regole di comportamento precise e aggiornate, garantendone l'osservanza attraverso organi di controllo tanto indipendenti quanto competenti e autorevoli. L'incremento registrato negli ultimi anni dall'Autodisciplina coincide peraltro con il contemporaneo operare di altre istituzioni e organismi pubblici preposti al controllo della pubblicità.
In particolare l'attività del Comitato di Controllo, accanto a quella più nota del Giurì, equivale sostanzialmente a quella dell'anno scorso, con un leggero aumento dei casi risolti in "via breve" (da 600 a 610), ovvero quelle ipotesi di "correzione" di un messaggio non pienamente conforme alle norme del Codice, da parte dello stesso inserzionista, su invito del Comitato, privilegiando così la via della persuasione e del consenso. Grazie all'attività svolta dall'organo di controllo, sia d'ufficio sia su segnalazioni esterne da parte di consumatori e cittadini, dunque, l'espansione dell'azione autodisciplinare è stabilmente collocata nell'ambito della tutela del cittadino-consumatore, oltre che di ausilio alle aziende corrette.
Anche sul piano dei depositi volti a tutelare la creatività pubblicitaria vi è una sostanziale equivalenza con i dati del 2001, tenuto conto che la diminuzione dei depositi di pubblicità stampa è stata in buona parte compensata dall'incremento dei depositi dei progetti pubblicitari partecipanti a gare o consultazioni (23 nel 2002, 14 nel 2001), e di quelli per la TV.
Ulteriori e aggiornate informazioni e dati sull'Istituto - Codice, struttura, organi, comunicati, decisioni del Giurì e del Comitato di Controllo - sono reperibili nel sito www.iap.it.
N.B. Allegate tabelle sull'attività in numeri.
L'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria, che si prefigge di assicurare che la pubblicità venga realizzata nel rispetto dei princìpi di una veridica e corretta informazione del cittadino-consumatore e di una leale competizione fra le imprese, è giunto al suo 36° anno di attività.
Anche nel 2001 l'attività svolta dal Giurì e dal Comitato di Controllo è stata in continua crescita (989 interventi contro i 927 del 2000), a dimostrazione dell'efficacia e dell'apprezzamento del sistema autodisciplinare. Si è registrato un incremento del 37,5% dei ricorsi di parte al Giurì e del 16% delle istanze del Comitato, peraltro già numerose. Dalle origini a oggi sono stati esaminati così più di 10.000 casi, di cui oltre la metà negli ultimi sei anni, prova della serietà dell'impegno assunto dal mondo della pubblicità di dotarsi di regole di comportamento precise e aggiornate, garantendone l'osservanza attraverso organi di controllo tanto indipendenti quanto competenti e autorevoli.
L'incremento registrato negli ultimi anni dall'Autodisciplina risulta peraltro ancor più significativo in quanto coincide con il contemporaneo operare di altre istituzioni e organismi pubblici preposti al controllo della pubblicità.
L'attività del Comitato di Controllo, accanto a quella più nota del Giurì, si manifesta in particolare crescita, grazie ai pareri preventivi (da 53 a 66) su pubblicità non ancora diffuse, e ai casi risolti in "via breve" (da 480 a 600), ovvero quelle ipotesi di "correzione" di un messaggio non pienamente conforme alle norme del Codice, da parte dello stesso inserzionista, su invito del Comitato, privilegiando così la via della persuasione e del consenso. Grazie all'attività svolta dall'organo di controllo, sia d'ufficio sia su segnalazioni esterne da parte di consumatori, cittadini e associazioni, l'espansione dell'azione autodisciplinare è stabilmente collocata nell'ambito della tutela del cittadino-consumatore, oltre che di ausilio alle aziende corrette.
Ulteriori e aggiornate informazioni e dati sull'Istituto - Codice, struttura, organi, comunicati, decisioni del Giurì e del Comitato di Controllo - sono reperibili nel sito www.iap.it.
L'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria, che si prefigge di assicurare che la pubblicità venga realizzata nel rispetto dei princìpi di una veridica e corretta informazione del cittadino-consumatore e di una leale competizione fra le imprese, è giunto al suo 35° anno di attività.
Nel 2000 sono stati registrati 927 interventi operati dal Giurì e dal Comitato di controllo, a conferma della progressione nell'operatività del sistema autodisciplinare, nonostante l'estensione degli organismi deputati al controllo della pubblicità. Dalle origini ad oggi l'attività del sistema dell'Autodisciplina pubblicitaria è intervenuta in quasi 10.000 casi, di cui circa la metà negli ultimi cinque anni, a sottolineare il crescente impegno autodisciplinare volto a garantire una comunicazione pubblicitaria sempre più credibile e corretta.
Anche i depositi per la tutela della creatività dei messaggi - peculiare strumento a disposizione degli operatori del settore, che non trova corrispondente riscontro nella normativa statuale - sono in costante incremento. L'attività del Comitato di controllo, accanto a quella più nota del Giurì, si manifesta anch'essa in crescita, a testimonianza che l'espansione dell'azione autodisciplinare è stabilmente collocata nell'ambito della tutela del cittadino-consumatore, grazie all'attività svolta sia d'ufficio sia su segnalazioni esterne.
Anche la trasparenza può essere considerata come una connotazione del sistema. Oltre al Notiziario IAP, tradizionale mezzo di informazione dell'Istituto, con periodiche rassegne sulle decisioni degli organi autodisciplinari (raccolte poi nei volumi di Giurisprudenza Pubblicitaria, a cura del prof. L.C. Ubertazzi) e informazioni sulle varie iniziative assunte dall'Autodisciplina pubblicitaria, anche il sito Internet dell'Istituto (www.iap.it) consente un rapido e tempestivo aggiornamento. Un'apposita sezione contiene, a 48 ore dalle decisioni, i dispositivi delle pronunce del Giurì e, appena disponibili, le sintesi delle stesse.
Per sottolineare i numerosi traguardi raggiunti dall'Autodisciplina pubblicitaria, oggetto pure di riconoscimenti in sede europea grazie al costante lavoro svolto con l'Alleanza Europea per l'Etica in Pubblicità, di cui l'Italia ha la vice-presidenza dalla sua fondazione nel 1992, l'Istituto ha pubblicato un'aggiornata bibliografia sulla comunicazione pubblicitaria che contiene oltre 1000 titoli sull'argomento.
Ulteriori e aggiornate informazioni sull'Istituto - Codice, struttura, organi, comunicati - sono reperibili nel sito www.iap.it.
I NUMERI DEL 2000 DELL'AUTODISCIPLINA PUBBLICITARIA
Da uno sguardo ai dati riassuntivi dell'attività svolta dagli organismi autodisciplinari nei 35 anni decorsi dalla loro istituzione, si evidenzia che 9707 sono stati i casi affrontati e risolti dal Giurì e dal Comitato di controllo; un risultato di tutto rilievo che testimonia un'affermazione con ben pochi riscontri in altre forme di autoregolamentazione: segno evidente della serietà dell'impegno assunto dal mondo della pubblicità col compito di darsi autonomamente regole di comportamento precise e aggiornate, garantendone l'osservanza attraverso organi di controllo tanto indipendenti quanto competenti e autorevoli.
L'affermazione è tanto più significativa se si constata che il risultato globale sopra indicato è stato realizzato prevalentemente negli ultimi 5 dei 35 anni di attività dell'Istituto, grazie ad un andamento complessivamente crescente.
Nel confronto con l'anno precedente, mentre si rilevano marginali contrazioni per le pronunce del Giurì (da 82 a 80) e per i pareri preventivi del Comitato (da 56 a 53), salgono invece (da 443 a 480) i casi risolti direttamente dal Comitato, e per di più senza necessità di ricorrere ad interventi inibitori, ma privilegiando la via della persuasione e del consenso.
Due annotazioni meritano le 56 istanze rivolte al Giurì dal Comitato di controllo: 14 di esse hanno riguardato casi di inosservanza di ingiunzioni di desistenza (constatata dal Giurì e sanzionata con l'ordine di pubblicazione previsto dall'art. 42 del CAP). Delle residue 42 istanze, 14 hanno avuto per oggetto messaggi che, nell'intento di farsi notare, non esitavano a ricorrere a temi "forti", caratterizzati da volgarità o violenza (art. 9 CAP), oppure contrastanti con le norme di civile convivenza condivise dalla collettività, cui fa riferimento l'art. 10 CAP.
L'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria, che si prefigge di assicurare che la pubblicità venga realizzata nel rispetto dei princìpi di una veridica informazione del consumatore e di una leale competizione fra le imprese, è giunto al suo 34° anno di attività.
Il passaggio al traguardo del 2000 è un punto di osservazione ideale per saggiare la funzionalità e la progressione dell'operatività del sistema autodisciplinare. Al riguardo, eloquente è l'attestazione che i 1017 interventi operati nel 1999 dal Giurì e dal Comitato di controllo pareggiano quelli fatti registrare nei primi 21 anni dell'Autodisciplina.
Sebbene rispetto ai primi due decenni siano aumentati i volumi degli investimenti e quelli delle campagne, il dato non perde comunque di significatività in quanto, rispetto ad allora, è cresciuto il numero degli organismi deputati al controllo della pubblicità.
Il numero dei depositi per la tutela della creatività dei messaggi - peculiare strumento che non trova un preciso corrispondente nella normativa statuale - registra un costante incremento (493 rispetto ai 426 del 1998). L'attività del Comitato di controllo, accanto a quella più nota del Giurì, si manifesta anch'essa in crescita, a dimostrazione che l'espansione dell'azione autodisciplinare è stabilmente collocata anche nell'ambito della tutela del cittadino-consumatore, grazie all'attività svolta sia d'ufficio che su segnalazioni esterne.
L'efficacia e la serietà dimostrata dalla spontanea assunzione di responsabilità degli operatori del sistema pubblicitario - aziende che investono, professionisti e loro strutture, mezzi nella loro ampia gamma - trova sempre maggiori riconoscimenti all'esterno. L'Unione Europea oltre a ripetere l'invito ai paesi membri di ispirarsi ai princìpi di "sussidiarietà e proporzionalità", nelle due direttive sulla pubblicità ingannevole e comparativa, invita i legislatori nazionali (16° considerando) a incoraggiare i "controlli volontari esercitati da organismi autonomi per eliminare la pubblicità ingannevole e quella comparativa non consentita" perché "possono evitare azioni giudiziarie o ricorsi amministrativi".
Recentemente, poi, la Suprema Corte di Cassazione, nel dare interpretazione all'art. 2598 n. 3 c.c., ha affermato che le norme del Codice di autodisciplina pubblicitaria costituiscono i validi e aggiornati parametri di valutazione del principio della "correttezza professionale" in ambito pubblicitario.
L'Alleanza europea per l'etica pubblicitaria - EASA, nella sua assemblea
generale tenutasi presso la sede di Bruxelles, ha eletto i suoi nuovi vertici
nominando presidente lo spagnolo José Domingo Gomez-Castallo e
primo vicepresidente Vincenzo Guggino, segretario generale
dell'Autodisciplina pubblicitaria italiana, mentre il presidente uscente,
l'olandese Prisca Ancion-Kors, rimane nell'ufficio di presidenza come
secondo vicepresidente.
L'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria italiano, socio fondatore
dell'EASA, è attivo nel nostro Paese dal 1966 con la finalità
di assicurare che la pubblicità venga realizzata nel rispetto
dei princìpi di una veridica e corretta informazione del consumatore
e di una leale competizione fra le imprese.
L'Alleanza Europea si compone oggi di 27 organizzazioni autodisciplinari,
in rappresentanza di 22 paesi, tra i quali tutti quelli dell'Unione Europea.
I suoi scopi statutari sono: promuovere in ogni paese europeo
un'efficace autodisciplina pubblicitaria; perseguire una convergenza dei
princìpi che ispirano i diversi sistemi; dimostrare, anche attraverso
regolari contatti con le istituzioni europee, che i meccanismi nazionali di
autodisciplina, essendo più rapidi negli interventi e più
efficaci nelle definizioni dei casi, sono da preferire a particolareggiati
interventi legislativi nel settore risultati meno idonei a disciplinare una
materia complessa e in continua evoluzione, come quella delle comunicazioni
commerciali.
L'Alleanza - su indicazione della stessa Commissione europea - ha anche creato
il sistema dei cross-border complaints per dare una concreta e
tempestiva risposta al problema dei reclami nei confronti di pubblicità
veicolate da mezzi provenienti da differenti paesi d'origine.
Il sistema, fondato sul principio del mutuo riconoscimento e sulla
giurisdizione del paese d'origine del mezzo, protegge il consumatore dei
paesi dell'Unione Europea con gli strumenti autodisciplinari. In sei anni
sono già stati circa 300 i casi positivamente risolti.
L'Assemblea ordinaria dell'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria,
giunto al suo 33° anno di attività, ha ratificato il 18 maggio
1999 la nomina, decisa all'unanimità dal Consiglio Direttivo, del
nuovo presidente del Giurì dell'Autodisciplina nella persona del
dr. Umberto Loi, che si è detto onorato di accettarla.
Nato a Cagliari ed entrato in magistratura nel 1953, il dr. Loi veniva
trasferito nel 1960 al Tribunale di Milano, dove approfondiva la propria
esperienza di diritto commerciale e societario. Successivamente trasferito,
su domanda, alla Corte d'Appello di Milano, vi esercitava la funzione di
consigliere e poi di presidente della prima sezione civile competente
particolarmente per marchi, brevetti e società.
Alla fine del 1997 veniva nominato Procuratore generale presso la Corte
d'Appello di Milano, funzione che ha esercitato sino all'ottobre 1998.
Al presidente uscente, prof. Antonio Baldassarre, presidente emerito
della Corte Costituzionale, Consiglio e Assemblea hanno espresso, per
tutto l'Istituto, vivo apprezzamento e sentita stima al termine di quasi
quattro anni di positiva attività.
Il Giurì, organo giudicante, è costituito da 15 membri scelti
tra magistrati, professori universitari dei diversi rami del diritto,
di psicologia, sociologia, scienza delle comunicazioni, i quali sono
per statuto, come nella realtà, tutti esterni e indipendenti dal
mondo della pubblicità.
Con il 18 maggio 1999 entra in vigore il nuovo art. 15 del Codice
di autodisciplina che apre alla pubblicità comparativa diretta.
Un'evoluzione importante intervenuta con la tempestività che è
propria del sistema autodisciplinare.
In pari tempo è stata inserita nell'art. 13 la protezione
dell'immagine aziendale, un bene immateriale di crescente valore nelle
moderne imprese.
Il richiamo alla tempestività vuole anche indicare come questa
prerogativa sia un punto cardine del sistema autodisciplinare, consapevole
che la rapidità di intervento e di definizione dei casi è
essenziale in materia di comunicazione.
In questo quadro prosegue l'evoluzione sia delle norme del Codice
(giunte alla loro 28ª edizione) sia della loro pratica applicazione.
È così che nel corso dell'ultimo anno si è consolidata
la composizione del Collegio giudicante con soli tre membri, onde favorire
una maggiore rapidità tanto nella formazione del collegio - così
come delle sezioni del Comitato di controllo - quanto della loro
operatività.
Parallelamente sono stati regolamentati in senso restrittivo i tempi tecnici
per l'attuazione delle decisioni autodisciplinari assunte sia dal
Giurì sia dal Comitato di controllo, nonché una procedura
accelerata nel caso di non osservanza della decisione.
|
|
|
[ Home Page ]
[ Finalità ]
[ Servizi ]
[ Regolamenti ]
[ Europa ]
[ Associazioni ]
[ Codice ]
[ Operatori ] [ Autodiscipline estere ] [ Depositi ] [ Decisioni ] [ Procedure ] [ Comunicati ] [ L'attività in numeri ] [ English ] |