|
|
Una presenza sempre più marcata in Europa
Nell'ultimo numero del Notiziario nella sua forma a stampa non può essere tralasciata una breve rassegna sull'Alleanza Europea per l'Etica in Pubblicità - EASA, associazione con sede a Bruxelles che ha visto l'Autodisciplina italiana tra i propri soci fondatori.
Nel 2002 questo organismo ha profondamente rinnovato la propria struttura associativa, inserendo accanto alle rappresentanze degli organismi di autodisciplina pubblicitaria (in tutto 28, di cui 24 europei e 4 extraeuropei) quelle di numerosi enti del mondo dell'industry pubblicitaria (utenti, agenzie e mezzi). L'EASA è diventata così la singola autorevole voce del mondo pubblicitario e in tale veste si pone come interlocutore delle istituzioni europee.
Ne è stata fatta di strada dal lontano 1992, quando si raccolse il "guanto di sfida" rivolto al mondo della pubblicità da parte del vicepresidente uscente della Commissione Europea, Leon Brittan. Questi, infatti, aveva sollecitato gli operatori del settore affinché dimostrassero che quanto era stato realizzato a livello delle singole autodiscipline nazionali potesse essere esteso anche su scala europea, per fronteggiare i problemi derivanti dal Mercato Unico, evitando la necessità di predisporre corpose e vincolanti direttive in materia. La risposta delle autodiscipline europee è stata molto soddisfacente, come ha di recente riconosciuto in un pubblico incontro lo stesso Brittan, il quale ha commentato positivamente i progressi raggiunti dagli organismi autodisciplinari raggruppati nell'EASA, sostenendo altresì che grazie a tale intervento si è nettamente ridotta l'esigenza di intervenire legislativamente nell'area della pubblicità.
Nel tempo l'attività dell'EASA si è venuta caratterizzando quale valido supporto e promozione delle autodiscipline; attualmente l'impegno è a favore dei Paesi europei per i quali è previsto l'allargamento dell'Unione. L'obiettivo principale dell'EASA è quello di fornire un contributo culturale e professionale al legislatore europeo al fine di far prevalere la linea secondo la quale quanto è ottenibile con i controlli efficaci, veloci e appropriati dei sistemi autodisciplinari non è altrettanto ottenibile con formulazioni legislative che mirino a disciplinare particolareggiatamente una materia tanto complessa e in continua evoluzione come quella delle comunicazioni commerciali.
Il riconoscimento del lavoro svolto non è mancato; basti considerare il proficuo dialogo con le istituzioni europee che ha portato a esplicite menzioni del valore dell'autodisciplina pubblicitaria in diversi atti comunitari: il Libro Verde sulle Comunicazioni Commerciali, il Libro Verde sulla Giustizia, la direttiva sulla pubblicità ingannevole (450/84) e sulla pubblicità comparativa (55/97); più di recente, a conferma di un trend di valutazione positiva, la direttiva sul commercio elettronico (31/02).
Guardando al presente, nel 2003 è stato approvato un importante documento propositivo, che indica e "solennizza" i common principles che devono essere posti a base dell'Autoregolamentazione e individua gli standard di correttezza raccomandati per operare secondo le best practices. Inoltre, sono stati intensificati i rapporti di collaborazione con le istituzioni europee soprattutto per la tutela dei consumatori.
Grande attenzione viene dedicata ad alcuni settori "sensibili", come quello delle bevande alcoliche, dei giocattoli, dell'alimentazione, degli adolescenti.
Il Cross-Border Complaints System
Di particolare interesse è il sistema dei Cross-Border Complaints, creato dall'EASA. Esso permette di intervenire, con la cooperazione di tutte le autodiscipline, nei confronti di pubblicità veicolate da mezzi situati in paesi diversi rispetto a quello dove si palesa il messaggio pubblicitario.
Dato che le istituzioni pubbliche, e anche le organizzazioni autodisciplinari operanti a livello nazionale, non risultavano in grado di esercitare forme di controllo nei confronti di inserzionisti, di agenzie e, soprattutto, di mezzi situati in paesi stranieri, si è stabilito di dar vita a un'efficace forma di cooperazione transfrontaliera, che ha aperto la strada alla valutazione dei contrasti anche legati alla diffusione dei messaggi in Internet.
Nel corso degli ultimi anni varie istituzioni comunitarie (Commissione, Parlamento e movimenti di consumatori) hanno conferito numerosi riconoscimenti ufficiali al sistema, apprezzandone l'efficacia.
Tale sistema, fondato sul principio del mutuo riconoscimento e sulla giurisdizione del paese di origine del mezzo, protegge il consumatore di ciascun Paese dell'Unione Europea con strumenti pressoché simili a quelli che avrebbe a disposizione se si trovasse nel paese in cui è situato il mezzo che diffonde il messaggio.
[ dal Notiziario IAP n. 128, luglio 2003 ]