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I dati dell'attività nel 2003


Come di consueto, a ogni inizio d'anno si avverte l'esigenza di tracciare un consuntivo sull'esercizio appena trascorso, per valutare le variazioni che si sono registrate e mettere in evidenza gli scostamenti a livello delle attività svolte dagli organismi autodisciplinari ai quali è affidato il compito di garantire il rispetto delle disposizioni del Codice affinché la comunicazione pubblicitaria sia sempre più onesta, veritiera e corretta.
Già da un primo e sommario esame si può rilevare come l'attività svolta dal Giurì e dal Comitato di Controllo si sia sostanzialmente assestata sui numeri dell'anno trascorso, essendosi registrato, sul totale dei casi definiti, un incremento di lieve entità (da 983 a 985). A una diminuzione delle pronunce del Giurì (da 88 a 60) e delle ingiunzioni di desistenza (da 225 a 195) ha corrisposto, infatti, l'aumento dei casi risolti in via breve dall'organo di controllo (da 610 a 655) e delle istanze presentate da parte privata (da 21 a 24). In particolare, con riferimento a queste ultime, si vuole sottolineare il sempre vivo interesse e affidamento delle imprese nei confronti del giudizio autodisciplinare, che garantisce agli operatori la massima serietà, indipendenza, competenza e rapidità di decisione.
Per guardare con maggior dettaglio all'attività del Comitato di Controllo in aumento si presentano i pareri preventivi, rilasciati in 75 casi (60 nel 2002) su richiesta degli inserzionisti, che ricorrono a questo strumento cautelativo per essere rassicurati in ordine alla correttezza dei messaggi che si apprestano a diffondere e che possono presentare qualche profilo di problematicità.
Si è verificata una lieve contrazione delle ingiunzioni di desistenza emesse dal Presidente del Comitato di Controllo (da 225 a 195) a fronte di messaggi palesemente in contrasto con una o più norme del Codice. Il dato riflette, fra l'altro, l'esito positivo della particolare vigilanza condotta gli scorsi anni dal Comitato nei confronti di messaggi che non rispettavano l'obbligo formale imposto dagli artt. 20 e 21 del Codice di Autodisciplina Pubblicitaria di precisare la data di scadenza delle varie operazioni promozionali e manifestazioni a premio pubblicizzate.
Dei provvedimenti inibitori, solo 34 hanno ricevuto opposizione da parte dei destinatari, di queste solo 16 sono state avviate dal Presidente del Giurì al procedimento ordinario: tre casi devono essere ancora discussi mentre tutti gli altri si sono conclusi, a eccezione di uno, con la conferma dell'ingiunzione di desistenza. Anche delle 36 istanze presentate dal Comitato al Giurì la grande maggioranza (30) ha ricevuto accoglimento, determinando l'ordine di cessazione da parte dell'organo giudicante.
A fronte di questa diminuzione sta la crescita (da 610 a 655) dei casi risolti in "via breve" dal Comitato nei confronti di messaggi che solo per taluni lievi aspetti non erano pienamente conformi alle norme del Codice autodisciplinare e che potevano essere definiti senza necessità di interventi inibitori, allorché l'inserzionista prendeva atto dei rilievi del Comitato e si impegnava a una immediata modifica del messaggio. Ciò a dimostrazione che l'organo autodisciplinare deputato a intervenire in prima linea a tutela del cittadino-consumatore, lungi dal porsi su posizioni di formale intransigenza, è invece tendenzialmente aperto al dialogo e a privilegiare - nei casi che si prestano - la ricerca dell'immediato consenso - data la crucialità del fattore tempo in pubblicità - prima di ricorrere alla sanzione.
Ponendo infine attenzione ai servizi che l'Istituto mette a disposizione di quegli operatori di pubblicità che intendono tutelare le loro creazioni da eventuali imitazioni, il totale dei depositi si presenta identico rispetto all'anno precedente (504).
Differenze nei dati analitici si possono riscontrare, rispetto al 2002, nella composizione dei depositi degli annunci pre-emption, che vede la sia pur minima riduzione degli annunci a stampa (da 203 a 196) e l'aumento di quelli audiovisivi (da 276 a 278). Invariato il numero dei progetti pubblicitari ideati per la partecipazione a gare, consultazioni plurime o individuali (23), mentre in aumento (da 2 a 7) si manifesta la tutela in Italia delle ideazioni pubblicitarie già concretate e diffuse all'estero.
Dalle origini a oggi sono stati esaminati così oltre 12.500 casi, di cui più della metà negli ultimi anni, ciò a riprova della validità del sistema autodisciplinare, il cui merito va attribuito a quanti - ai diversi livelli di responsabilità - hanno congiuntamente contribuito al risultato: i membri del Consiglio Direttivo, della Commissione di Studio, del Giurì, del Comitato di Controllo e della Segreteria.



(Notiziario IAP n. 130, gennaio 2004)