Pronunce del Giurì
| Pronuncia |
n. 112/2009 del 29/1/2010 |
| Parti |
Comitato di Controllo nei confronti di Medestea Internazionale spa |
| Mezzi |
stampa |
| Presidente |
Deodato |
| Relatore |
Vecchia |
Sintesi
Il Comitato di Controllo ha chiesto l'intervento del Giurì nei confronti di Medestea Internazionale spa in relazione al messaggio pubblicitario "Noi abbiamo inventato Testor Uomo. Voi inventatevi il resto", rilevato su "La Gazzetta dello Sport" del 9/11/2009, ritenendolo in contrasto con gli artt. 2 e 23 bis del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.
Secondo il Comitato, alcune affermazioni contenute nel messaggio – "indispensabile per i vostri 'tempi supplementari'", "integratore efficace e sicuro che aiuta ad esaltare le tue performance", che migliora "naturalmente la fisiologia dell'erezione maschile ed il suo mantenimento", "per una migliore attività sessuale e per contribuire a mantenere un fisico più giovane e prestante" – veicolerebbero promesse esorbitanti e palesemente decettive. In tal modo, a parere del Comitato, si accrediterebbe nei consumatori il convincimento che l'integratore costituisca un'alternativa naturale ai farmaci o ai trattamenti terapeutici per le disfunzioni erettili, e altrettanto inopportune sarebbero sia l'indicazione "per uomini di tutte le età", sia l'esaltazione della sicurezza del prodotto, smentita peraltro dal relativo sito Internet, in cui si afferma che è necessario consultare il medico "se si stanno assumendo farmaci anticoagulanti ed antiaggreganti piastrinici".
La resistente ha eccepito che i claim contenuti nel messaggio sarebbero in linea con il razionale scientifico, con la natura del prodotto e con le finalità di un integratore; che nell'annuncio non vi sarebbe accenno a patologie, né a miglioramenti quantitativi, ma solo ad aiuto e supporto al miglioramento delle normali prestazioni fisiologiche e che l'attività antiossidante e antiradicali dei componenti contribuirebbe a mantenere un fisico più giovane ed efficiente. Medestea precisa, inoltre, che nel messaggio contestato non c'è alcun riferimento all'impotenza e che l'headline sarebbe caratterizzata unicamente da ironia, essendo un'iperbole inidonea a indurre in errore i destinatari della comunicazione.
Il Giurì ha ritenuto che il messaggio nel suo complesso di elementi visivi e testuali non possa essere interpretato se non come promessa di prestazioni sessuali ben al di là della normale fisiologia, travalicando la natura del prodotto di semplice coadiuvante. Tale promessa non può considerarsi attenuata né dal tono iperbolico del messaggio né dall'ammiccamento scherzoso insito nell'espressione "tempi supplementari". Riguardo all'iperbole, infatti, se il numero di dodici prestazioni a cui allude il visual potrebbe essere di per sé decodificato come eccesso riconoscibile da parte del pubblico – risultando quindi accettabile – in presenza di espressioni verbali per nulla iperboliche perde il suo carattere figurato e diventa un'intrigante rappresentazione grafica a sostegno della promessa di esaltazione di performance sessuali fuori dal comune. Riguardo poi all'espressione dal tono non propriamente ironico, ma tutt'al più scherzoso, della frase "tempi supplementari", il suo senso, secondo il Giurì, va ancora una volta verso una promessa esorbitante. Quanto al problema della sicurezza, il Giurì ritiene che l'attuale formulazione dell'annuncio con l'affermazione assoluta di "sicuro" sia tale da trarre in errore il pubblico, posto che il prodotto non è consigliabile a chi assume farmaci anticoagulanti e antiaggreganti piastrinici.
Il Giurì, esaminati gli atti e sentite le parti, dichiara che il messaggio diffuso è in contrasto con gli articoli 2 e 23 bis del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale, e ne ordina la cessazione.