Pronunce del Giurì
| Pronuncia |
n. 50/2009 del 19/10/2009 |
| Parti |
Comitato di Controllo nei confronti di Centro Italia di Chirurgia Estetica |
| Mezzi |
stampa |
| Presidente |
Gambaro |
| Relatore |
Bernardini de Pace |
Sintesi
Il Comitato di Controllo ha chiesto l'intervento del Giurì nei confronti del Centro Italia di Chirurgia Estetica (di seguito: CICE) in relazione al messaggio pubblicitario "Addio a bisturi e silicone. Nasce la Chirurgia estetica con le cellule staminali", rilevato sul periodico "Tu" del 5/5/2009, ritenendolo in contrasto con gli artt. 2 e 12, comma 2º, del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.
Il Comitato ha valutato la documentazione inviatagli dall'inserzionista, in risposta alla specifica richiesta ex art. 6, non idonea a sostenere la veridicità delle promesse veicolate. L'impianto comunicazionale del messaggio, incentrato su espressioni quali "No bisturi", "No cicatrici", "No dolore", porterebbe il pubblico a fare eccessivo affidamento sull'innocuità della tecnica pubblicizzata, inducendolo a trascurare le normali regole di prudenza o a diminuire il senso di vigilanza e di responsabilità. Le espressioni "la nuova frontiera della medicina", "una tecnica totalmente innovativa", "utilizzando le tue naturali risorse biologiche" lascerebbero intendere, secondo il Comitato, che la tecnica pubblicizzata consenta di ottenere i risultati propri della chirurgia estetica senza l'aspetto chirurgico.
Il CICE ha eccepito che nel messaggio non ci sarebbe il rischio di sottovalutazione dell'atto sanitario, in quanto afferma che si tratta di "tecnica di chirurgia estetica". Il messaggio non sarebbe ingannevole perché realmente la tecnica pubblicizzata non prevede l'uso di bisturi, di protesi e l'intervento sarebbe caratterizzato da mini-invasività.
Il Giurì ritiene che il messaggio non contenga affermazioni false o fuorvianti in merito alla tecnica di intervento, che è effettivamente innovativa rispetto alle tecniche tradizionali e non prevede l'utilizzo di bisturi né anestesia e non vengono fatte incisioni. In tal senso, benché caratterizzati da particolare enfasi, i claim "no bisturi", "no anestesia", "no cicatrici" sono veritieri e legittimi. Anche l'espressione "no dolore" sembra essere giustificata, in quanto rappresenta una forma di vanto pubblicitario eccessivo e iperbolico, ma veritiero, per sottolineare la differenza tra un tale nuovo genere di intervento e quelli di chirurgia estetica tradizionale. D'altra parte è sufficiente l'assunzione di un normale analgesico per debellare l'eventuale dolore. Inoltre la comunicazione non appare idonea, ad avviso del Giurì, a indurre il consumatore a trascurare le regole di prudenza o a diminuire il senso di responsabilità verso i pericoli del trattamento. Sembra infatti chiaro dal contesto generale del messaggio che l'intervento reclamizzato si svolge nel territorio del rigoroso controllo medico e soprattutto che consiste in un vero e proprio trattamento chirurgico. Anche ove la comunicazione non apparisse "autosufficiente" nel presentare il trattamento come di "tipo medico", il richiamo esplicito a consultare il sito web del Centro per avere risposta "a tutte le domande" e il preciso invito a telefonare al Numero Verde escludono la contrarietà la contrarietà all'art. 12 CA del messaggio contestato, che risulta pertanto sufficientemente informativo e responsabile e non tale da portare il pubblico a sottovalutare i pericoli connessi all'intervento.
Il Giurì, esaminati gli atti e sentite le parti, ritiene che la pubblicità esaminata non sia in contrasto con il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.