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Pronunce

Pronunce del Giurì


Pronuncia n. 19/2009 del 28/4/2009
Parti Rai Radiotelevisione Italiana spa contro Sky Italia srl
Mezzi dépliant
Presidente Spada
Relatore Di Cataldo

Sintesi

Rai - Radiotelevisione Italiana spa (di seguito: Rai) ha chiesto l'intervento del Giurì nei confronti di Sky Italia srl (di seguito: Sky) in relazione al dépliant pubblicitario avente a oggetto un'offerta indirizzata ai residenti in Lazio, Piemonte, Trentino e Valle d'Aosta, ritenendolo in contrasto con gli artt. 1 e 2 del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale. Il messaggio, nel quale è riportato il logo della Regione, recita i claim "spegnimento del segnale analogico della TV", "la tua regione passa al digitale terrestre e spegne il segnale televisivo tradizionale. Quindi non potrai più ricevere in analogico i canali in chiaro, come Rai, Mediaset e le tv locali". Afferma infine: "solo Sky ti offre più di 100 canali dedicati alle tue passioni... E in più puoi vedere i principali canali della tua regione".
Ad avviso di Rai il messaggio illustra non correttamente la transizione imminente dal segnale televisivo analogico al segnale digitale, che si concluderà in Italia entro il 2012. Tale passaggio dovrebbe risultare quasi automatico per l'utente, salvo l'acquisto di un apposito decoder da parte di coloro che hanno acquistato il televisore anteriormente al 1º aprile 2009, e comporterà un incremento notevole dell'offerta di programmi televisivi. Sky tuttavia, con affermazioni come "per fortuna c'è Sky" e sfruttando una situazione di particolare incertezza, cercherebbe, secondo Rai, di "terrorizzare" i teleutenti al fine di rassicurarli invitandoli a sottoscrivere l'abbonamento Sky per conservare lo status quo, laddove essi potranno invece continuare a fruire del servizio pubblico senza soluzione di continuità. Inoltre il messaggio, omettendo la circostanza che Rai ha comunicato a Sky di non voler più trasmettere i propri canali Rai 1, Rai 2 e Rai 3 sulla piattaforma Sky, lascerebbe intendere al pubblico che su Sky potrà continuare a fruire anche di questi canali Rai.
Sky ha eccepito che: 1) il messaggio utilizzerebbe lo spegnimento del segnale analogico come occasione per la presentazione di un'offerta speciale; 2) il termine "spegnimento" non sarebbe da considerare allarmistico o sleale, posto che si tratta della parola correntemente utilizzata dalla stampa, presente anche in comunicati ufficiali del Ministero; 3) la transizione al digitale terrestre non sarà per gli utenti del tutto gratuita, in quanto essi dovranno munirsi di un decoder o cambiare del tutto televisore e a fronte di ciò Sky presenta al pubblico la propria offerta; 4) solo in chiusura il messaggio afferma che "in più", aderendo all'offerta Sky, l'utente potrà continuare a ricevere i "principali canali della tua regione", pertanto non sarebbe rilevante il fatto che sia stato disdetto il contratto di servizi tra Rai e Sky. Peraltro sarebbero in corso trattative tra i due operatori per la prosecuzione del rapporto e i programmi Rai potrebbero continuare a essere disponibili per gli utenti Sky.
Il Giurì ritiene che il messaggio non sia conforme all'art. 2 CA. Il dépliant, dando notizia del prossimo evento del passaggio dal segnale analogico a quello digitale, evento certamente di non agevole comprensione nei suoi effetti da parte del pubblico di riferimento, comunica un messaggio che gli utenti sono portati a intendere nel senso che solo chi sottoscrive l'offerta Sky ("Per fortuna c'è Sky") potrà essere sicuro di continuare a vedere la televisione. Per tutti gli altri non è data alcuna sicurezza. L'ingannevolezza del messaggio è accentuata dalla presenza degli emblemi ufficiali delle Regioni, che inducono l'utente a credere che il dépliant sia stato diffuso quantomeno con il consenso del soggetto Regione, e che si tratti comunque di un messaggio dotato, in virtù della sua provenienza, di una particolare credibilità. Il messaggio contiene inoltre un'affermazione certamente ingannevole: quella secondo la quale chi sottoscrive l'offerta Sky potrà anche continuare a vedere i principali canali della sua regione. Il fatto che questa possibilità sia indicata come puramente aggiuntiva ("in più") non riduce la valenza negativa della sua falsità. È infatti emerso che da luglio 2009 non dovrebbe essere più operativo il contratto in virtù del quale Sky ha potuto fin qui offrire ai propri abbonati la visione dei canali Rai, compreso Rai 3 che è un canale regionale. Certamente potranno da qui ad allora accadere altri fatti che potrebbero consentire agli abbonati Sky di continuare ad accedere anche ai canali Rai. Ma poiché a oggi nulla è dato prevedere, non è possibile affermare con sicurezza che l'utente Sky potrà "in più" vedere anche i canali della sua regione, tra i quali è da comprendere Rai 3.

Il Giurì, esaminati gli atti e sentite le parti, dichiara che il messaggio contestato non è conforme all'art. 2 del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale, nei sensi di cui in motivazione, e ne ordina la cessazione.