Ingiunzioni del Comitato di Controllo
| Ingiunzione |
n. 12/2010 del 5/2/2010 |
| Nei confronti di |
Bonavita srl |
| Prodotto |
linea abbigliamento |
| Mezzo |
televisione |
| Articoli violati |
9, 11 |
Il Presidente del Comitato di Controllo, vista la telepromozione relativa al marchio di abbigliamento "Bonavita", diffusa durante la trasmissione del programma "Grande Fratello" su Canale 5 in data 25 gennaio 2010, ritiene la stessa manifestamente contraria agli artt. 9 e 11 del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.
Il filmato mostra in un'atmosfera surriscaldata un gruppo di giovani intorno a due uomini che hanno appena concluso un combattimento. Uno giace a terra sconfitto, mentre il vincitore gli gira attorno trionfante. Arriva in seguito un altro individuo pronto a sfidare colui che ha vinto. Con calma si toglie alcuni capi di abbigliamento del marchio pubblicizzato e si prepara al combattimento. Il tutto si svolge sotto lo sguardo compiaciuto del Fabrizio Corona, che chiude il messaggio con il claim: "Bonavita, forti emozioni sempre".
Il ricorso ingiustificato, anche in relazione a quanto si pubblicizza, ad elementi quali la lotta per strada, la violenza celebrata e incitata da chi assiste, l'aggressività delle espressioni, ad avviso del Comitato, pone la comunicazione in palese contrasto con l'art. 9 del CA, che espressamente vieta il ricorso a rappresentazioni di violenza fisica e morale. Tali elementi sono poi esplicitamente accostati al concetto di "forti emozioni", in un contesto di generale approvazione, dove la violenza genera riconoscimento sociale e diventa strumento di accettazione, veicolando un messaggio secondo l'organo di controllo suscettibile di condizionare negativamente il pubblico dei minori. Il messaggio costituisce un'irresponsabile proposizione di modelli di comportamento degradanti e pericolosi e perciò si palesa in contrasto anche con l'art. 11 del Codice, contravvenendo a quel particolare impegno ed attenzione richiesti nella predisposizione dei messaggi che possono essere ricevuti da bambini e adolescenti, affinché non inducano tra l'altro a violare norme di comportamento sociale generalmente accettate.