Ingiunzione 64/2017

Ingiunzionen. 64/17 del 25/9/2017
Nei confronti diBios Line S.p.A.
MezziStampa
ProdottoIntegratore alimentare
Articoli violati2, 23bis

Il Presidente del Comitato di Controllo visto il messaggio pubblicitario “Frutta e verdura: o centrifughi o Centripura”, relativo ai prodotti “BiosLine Centripura”, rilevato su Diva e Donna – data copertina 1/8/2017 ritiene lo stesso manifestamente contrario agli artt. 2 – Comunicazione commerciale ingannevole – e 23 bis – Integratori alimentari e prodotti dietetici – del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale. Il messaggio presenta una linea di integratori alimentari e, sotto la headlineFrutta e verdura: o centrifughi o centripura”, afferma: “Se non mangi abbastanza frutta e verdura prova Centripura: estratti integrali subito pronti, per arricchire la tua alimentazione con i benefici e la fragranza di frutta e verdura fresche, in 6 ricette bilanciate con vitamine e minerali che piacciono a tutti anche ai bambini”. Vengono poi indicati i gusti e i relativi effetti della linea (“Antiossidante: Melograno & Pomodoro”, “Drenante: Ananas & Sedano”, “Tonificante: Fragola & Guaranà”…) e chiude il messaggio il payoff “Centripura: l’integrazione quotidiana di frutta e verdura”. Ad avviso del Comitato di Controllo, tale comunicazione risulta fuorviante per il pubblico in relazione alle caratteristiche e agli effetti degli integratori pubblicizzati. L’utilizzo di un integratore alimentare/vitaminico, come è noto, non può sostituirsi né può rappresentare un’alternativa a una normale alimentazione, potendo unicamente completarla nei casi di reale necessità nutrizionale, determinata da una carenza di apporti nella normale dieta alimentare. Da questo punto di vista, la comunicazione denota ambiguità perché il concetto di integrazione da un lato viene legato a una condizione troppo generica (“Se non mangi abbastanza frutta e verdura”), per poi invece indicarla come “quotidiana”; dall’altro si sovrappone al claim “Frutta e verdura: o centrifughi o Centripura”, che suggerisce un concetto di equivalenza, potendo erroneamente indurre a ritenere che l’assunzione del prodotto di per sé possa sostituire un’alimentazione completa ed equilibrata. Ciò diventa ancora più critico se si considera che il prodotto viene pubblicizzato anche per i più piccoli (“Piace ai bambini”), essendo nota la difficoltà dei genitori a far consumare ai bambini  frutta e verdura.

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