Ingiunzione 46/2017

Ingiunzionen. 46/17 del 20/6/2017
Nei confronti diNufactory srl
MezziAffissione
ProdottoEvento
Articoli violati1, 10, 22

Il Presidente del Comitato di Controllo visto il messaggio pubblicitario “Prendete, e bevetene tutti.” relativo all’evento ‘Roma cocktail week’, diffuso su autobus urbani nella città di Roma nel mese di giugno 2017 ritiene lo stesso manifestamente contrario agli artt. 1 – Lealtà della comunicazione commerciale –10 – Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona – e 22 – Bevande alcoliche – del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale. Il messaggio, per promuovere l’evento ‘Roma cocktail week’, utilizza l’immagine di un uomo vestito di nero, con in vista il collarino ecclesiastico (e il viso tagliato dagli occhi in su), nell’atto di versare un cocktail in un calice; mentre l’headline recita la frase di rito della liturgia cattolica: “Prendete, e bevetene tutti.” Ad avviso del Comitato di Controllo, una simile rappresentazione è suscettibile di creare offesa al sentimento religioso dei cittadini, meritevole di rispetto e di tutela, ponendosi in aperto contrasto con il dettato dell’art. 10 Codice. È infatti evidente la volgarizzazione di elementi connotati da spiritualità nella religione cattolica, per suggerire aspetti fortemente terreni e provocatori. In molte decisioni il Giurì ha sottolineato la portata regolatrice dell’art. 10 del Codice, posto a tutela della sensibilità dei consumatori, i quali hanno il diritto di non essere urtati nelle più profonde convinzioni da campagne pubblicitarie che essendo strumentali ad interessi di natura prettamente economica non devono confliggere con valori tendenzialmente assoluti e di rango superiore. Inoltre il messaggio viola anche il disposto dell’art. 22 del Codice, per il quale la comunicazione commerciale relativa alle bevande alcoliche non deve contrastare con l’esigenza di favorire l’affermazione di modelli di consumo ispirati a misura, correttezza e responsabilità. Posto che quello dell’alcol è un tema estremamente delicato, sia per le implicazioni sociali che individuali che esso comporta, si impone certamente un’attenzione particolare alle molteplici forme nelle quali si può tradurre. A prescindere dall’eventuale intento ironico che si voleva presumibilmente veicolare, si ritiene che la comunicazione in oggetto trasmetta un messaggio suscettibile di tradursi suggestivamente nella legittimazione ad uso/abuso dell’alcool, risultando fortemente diseducativo per il pubblico in genere, e per quello dei giovani in particolare (“bevetene tutti.”). Infine si rileva il contrasto anche con l’art. 1 del Codice, dal momento che il contenuto del messaggio e la scelta del mezzo (affissione di grandi dimensioni esposta ad un pubblico indifferenziato) è tale da suscitare nel pubblico risentite reazioni di rifiuto, capaci di riflettersi sulla comunicazione pubblicitaria nella sua generalità e rappresenta pertanto un esempio di forma comunicazionale che danneggia il credito dell’istituzione pubblicitaria nel suo complesso considerata.

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