Pronuncia 27/2015 – con sintesi

Pronuncian. 27/2015 del 7/07/2015
PartiComitato di Controllo nei confronti di Ferrarelle S.p.A.
MezziTv
ProdottoAcqua Fonte Essenziale
Messaggiopovera di sodio e ricca di solfati e magnesio è particolarmente indicata per pulire fino in fondo e purificare il fegato, stimolare l’intestino e favorire così una corretta evacuazione”; “può avere effetti lassativi ed esercitare un’azione favorevole sulle funzioni epatobiliari”; “per 15 giorni consecutivi, due bicchieri ogni mattina a digiuno
PresidenteGambaro
RelatoreManfredi
Dispositivo «Il Giurì, esaminati gli atti e sentite le parti, dichiara che la comunicazione commerciale esaminata è in contrasto con l’art. 2 CA limitatamente all’espressione “pulire fino in fondo e purificare il fegato”, ed in questi limiti ne ordina la cessazione.»

 

Art. 2 – Comunicazione commerciale ingannevole

Il Comitato di Controllo ha chiesto l’intervento del Giurì nei confronti di Ferrarelle S.p.A. (di seguito: Ferrarelle) in relazione alla telepromozione relativa al prodotto “Acqua Fonte Essenziale”, diffusa sulle reti Mediaset nel mese di aprile 2015, ritenendola in contrasto con l’art. 2 del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

Il messaggio pubblicizza un’acqua minerale di cui vengono vantate le capacità di agire sul fegato e sull’intestino per eliminare disagi quali stitichezza, senso di gonfiore addominale e pesantezza. La comunicazione afferma inoltre che l’acqua, poiché povera di sodio e ricca di solfati e magnesio, è particolarmente indicata per “pulire a fondo e purificare il fegato”, mentre una scritta in sovraimpressione recita “proprietà riconosciute dal Ministero della Salute”.

Ad avviso del Comitato, tale comunicazione sarebbe suscettibile di indurre in errore i consumatori in ordine agli effetti del prodotto, lasciando intendere che abbia effetti terapeutici e medicali, grazie anche alle testimonianze di donne sulle esperienze d’uso e indicazioni sul “dosaggio” consigliato.

Ferrarelle ha eccepito che la comunicazione commerciale sarebbe coerente con le caratteristiche dell’acqua riconosciute nei decreti ministeriali. In particolare, la resistente ha osservato che il fatto di poter esercitare un’azione favorevole sulle funzioni epatobiliari equivarrebbe a un’azione di purificazione e conseguente pulizia del fegato. L’acqua, ha continuato Ferrarelle, non verrebbe mai presentata come avente efficacia terapeutica, ma semplicemente come “alleata” o “buona abitudine”.

Il Giurì ha ritenuto il messaggio pubblicitario in contrasto con l’art. 2 per quanto riguarda il claim “pulire fino in fondo e purificare il fegato”. Tali promesse – ha affermato il Giurì – non trovano riconoscimento né nei decreti ministeriali citati dalla resistente, né dalla documentazione presentata, che si limita ad affermare che l’acqua “contribuisce alla depurazione del fegato”. Secondo costante orientamento della giurisprudenza del Giurì, la mancata prova sugli effetti vantati del messaggio determina necessariamente una presunzione di non rispondenza al vero delle affermazioni stesse. La decodifica cui è portato il consumatore è infatti nel senso di attribuire alla regolare assunzione dell’acqua minerale l’effetto di pulire a fondo il fegato. E, ad avviso del Giurì, è proprio tale effetto a non essere stato provato dall’inserzionista.

 

Il Giurì, esaminati gli atti e sentite le parti, dichiara che la comunicazione commerciale esaminata è in contrasto con l’art. 2 CA limitatamente all’espressione “pulire fino in fondo e purificare il fegato”, e in questi limiti ne ordina la cessazione.

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