Pronuncia 74/2014 – con sintesi

Pronuncian. 74/2014 del 23/1/2015
PartiComitato di Controllo nei confronti di  Biopoint Srl
Mezzistampa
Presidente e RelatoreFerrari
ProdottoProdotti per capelli ‘Biopoint Speedy Hair’
Messaggio«Vuoi far crescere i tuoi capelli più in fretta?»
Dispositivo«Il Giurì, esaminati gli atti e sentite le parti, dichiara che la pubblicità contestata è in contrasto con l’art. 2 del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e ne ordina la cessazione.»

(Art. 2 – Comunicazione commerciale ingannevole)

Il Comitato di Controllo ha chiesto l’intervento del Giurì nei confronti di Biopoint S.r.l. (di seguito: Biopoint) in relazione al messaggio pubblicitario relativo alla linea ‘Biopoint Speedy Hair’, ritenendolo in contrasto con gli artt. 2 e 23 del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale. Il messaggio afferma: “Vuoi far crescere i tuoi capelli più in fretta?”, “Con Speedy Hair i tuoi capelli crescono 2 volte più velocemente”.

Ad avviso del Comitato di Controllo, infatti, la documentazione prodotta dall’inserzionista non sarebbe sufficiente a supportare la veridicità delle promesse pubblicitarie: scorretto sarebbe il tempo di esecuzione del test, ovvero 28 giorni, considerato che i tempi medi per la crescita dei capelli variano da 2 a 6 anni. Nulla sarebbe stato precisato in relazione al meccanismo d’azione capace di produrre l’effetto pubblicizzato e in ogni caso il messaggio attribuirebbe al prodotto effetti che trascendono la sua natura cosmetica, compatibile solo con la prevenzione e la riduzione della caduta dei capelli, non con la loro crescita. Inoltre il messaggio non chiarirebbe che il termine di paragone del claim è costituito dal trattamento Biopoint Shampoo + maschera.

Biopoint ha eccepito che il test sarebbe stato condotto su un campione rappresentativo del pubblico potenzialmente interessato al prodotto pubblicizzato. Il messaggio non veicolerebbe la promessa di crescita del capello, bensì di accelerare la velocità di allungamento di un capello vivo, dunque l’arco temporale di 28 giorni sarebbe un parametro metodologicamente adeguato. La velocità di allungamento riscontrata nei due gruppi testati sarebbe pari a 1,71, arrotondabile a 2, quindi al doppio nel linguaggio pubblicitario.

Il Giurì ha ritenuto che del messaggio contestato sia accettabile unicamente la parte che promette alle potenziali consumatrici l’opportunità di “far crescere i capelli più in fretta”, in quanto espressa in termini generici e supportata dai dati tecnici prodotti. Non ha invece ritenuto ammissibile il messaggio nelle altre parti, in quanto non risulta dimostrato il claim “crescono 2 volte più velocemente” e non ha ritenuto ammissibile la pretesa di arrotondare i valori riscontrati. Il Giurì ha ritenuto non meno censurabile la mancanza di ogni riferimento alle caratteristiche di base della tecnologia innovativa che caratterizza la linea di prodotti pubblicizzata, per far comprendere al pubblico il meccanismo d’azione alla base della perentoria promessa. Il Giurì non ha infine rilevato un contrasto con l’art. 23 del Codice, in quanto il messaggio indica un’azione del prodotto esclusivamente nell’ambito cosmetico della crescita del capello e sulla sua qualità.

 

Il Giurì, esaminati gli atti e sentite le parti, dichiara che la pubblicità contestata è in contrasto con l’art. 2 del Codice di Autodisciplina e ne ordina la cessazione.

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