Ingiunzione 92/2014

Ingiunzionen. 92-14 del 3/12/2014
Nei confronti diNaturalfit
MezziStampa
ProdottoIntegratore alimentare
Articoli violati2, 4, 12bis, 23bis

Il Presidente del Comitato di Controllo vistoil messaggio pubblicitario “Nella prima settimana sono dimagrita di 5 chili (e 16 chili in totale) senza cambiare le mie abitudini alimentari”, relativo all’integratore ‘Ready Shape’,rilevato su DiPiù Tv Cucina – data copertina 2 dicembre 2014 ritiene lo stesso manifestamente contrario agli artt. 2, 4, 12bis, 23bis del Codice della Comunicazione Commerciale. Il messaggio, infatti, stante la presenza di molteplici affermazioni esorbitanti e palesemente ingannevoli, è tale da creare la falsa speranza di risolvere facilmente ed in tempi brevi un problema che, per i disagi di salute ed estetici che provoca, rende chi ne è afflitto particolarmente sensibile e vulnerabile. In particolare si alletta il pubblico con promesse illusorie, inducendolo a credere che con il trattamento ‘Ready Shape’ sia possibile ottenere una sicura e notevole perdita di peso, senza che sia necessario sostenere sacrifici in termini di riduzione dell’apporto calorico giornaliero, svolgimento di attività fisica e, più in generale, di adozione di un regime di vita coerente con l’obiettivo. Espressioni come, a titolo esemplificativo, “Ora posso mangiare ciò che voglio. Mantengo il mio peso ideale senza tornare a ingrassare per colpa di ogni piccola tentazione, come invece mi accadeva prima”, “Così può perdere 5, 10 e anche 20 chili o più”, “La sua efficacia è così rapida che lei potrà notare il dimagrimento personalmente. Attualmente si parla di una riduzione di peso fino a sei chili nella prima settimana”, “Gli studi hanno dimostrato recentemente che Ready Shape riduce le cellule adipose per mezzo della meta stimolazione, che è un processo che provoca una modifica nel consumo di calorie”, “Tutte le persone che hanno seguito un trattamento con Ready Shape sono dimagrite, incluse quelle con i problemi più ostinati” accreditano agli occhi dei destinatari il falso e illusorio convincimento che il prodotto reclamizzato possa realmente risolvere i problemi di peso in modo rapido, certo e senza sacrifici. Scorretta è la visualizzazione delle foto “prima – dopo”, che riporta la testimonianza di una ragazza che racconta di aver perso 16 chili in 38 giorni utilizzando il prodotto pubblicizzato. Tale elemento è improprio sia da un punto di vista per così dire tecnico, perché non tiene conto della inevitabile variabilità della risposta individuale al trattamento reclamizzato, sia da un punto di vista prettamente comunicazionale, in quanto suscettibile di rendere il messaggio eccessivamente enfatico e illusorio. L’intera impostazione comunicazionale è volta ad accreditare l’inverosimile efficacia del prodotto, enfatizzata anche dalla presenza dei consigli di un medico “La dott.ssa Hellen Dirk” che sostiene “Non sono una fanatica delle diete, né dei farmaci dimagranti. Ma questo è senza dubbio il miglior metodo attualmente conosciuto per dimagrire in modo sano e sicuro senza soffrire la fame” che contribuisce ad attribuire al prodotto un’ingiustificata aura di medicalità idonea ad indurre in errore il pubblico. Inoltre si rileva che il messaggio, lasciando intendere che il prodotto reclamizzato assicuri in ogni caso la perdita di chili “Se lei deve dimagrire fino a 4 chili”, “Se lei deve dimagrire fino a 8 chili”, “Se lei deve dimagrire fino a 12 chili”, “Se lei deve dimagrire fino a 16 chili” e “Se lei deve dimagrire più di 16 chili”.), rimettendo al consumatore unicamente la scelta di quanti perderne, promuove un’errata e pericolosa concezione del dimagrimento “fai da te”. A tutto ciò si aggiunga che i risultati sono promessi non solo in quanto certi, ma anche duraturi nel tempo (“Non ho ripreso un solo chilo. Il mio girovita si è mantenuto snello e il mio fondoschiena è ancora più sodo”, “Ho perso 12,5 chili in 7 settimane e non mi è costata alcuna fatica mantenere il mio peso”), lasciando intendere che grazie a questo trattamento sia impossibile recuperare i chili persi, mantenendo addirittura lo stesso regime alimentare, senza rinunce o sacrifici. Si ricorda, infine, che l’ingannevolezza del messaggio deve essere valutata non solo per il contenuto dello stesso, ma anche in considerazione del pubblico cui è destinato, costituito da consumatori particolarmente sensibili nei confronti di annunci che promettono il sicuro e rapido ottenimento di risultati ambiti e per questo motivo portati ad una decodifica più allettante ed illusoria delle promesse pubblicitarie, con la conseguente amplificazione dei profili di decettività.

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