Pronuncia 72/2014 – con sintesi

Pronuncian. 72/2014 del 25/11/2014
PartiComitato di Controllo nei confronti di Parco della Standiana S.r.l. 
MezziAffissioni
ProdottoEvento “Halloween Horror Festival”
Messaggio«Mirabilandia Halloween Horror Festival»
PresidenteGambaro
RelatoreTermine
Dispositivo «Il Giurì, esaminati gli atti e sentite le parti, dichiara che la pubblicità esaminata è in contrasto con gli artt. 9 e 11 del Codice  di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e ne ordina la cessazione.»

 

Art. 9 – Violenza, volgarità, indecenza

Art. 11 – Bambini e adolescenti

Il Comitato di Controllo ha chiesto l’intervento del Giurì nei confronti di Parco della Standiana S.r.l. (di seguito: resistente) in relazione alla campagna “Mirabilandia Halloween Horror Festival”, diffusa per affissioni nella città di Bologna nel mese di ottobre 2014, ritenendola in contrasto con gli artt. 9 e 11 del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

Ad avviso del Comitato, infatti, i messaggi, che a forti tinte rappresentano volti sfigurati, insanguinati e urlanti, veicolerebbero immagini tali da poter suscitare nel pubblico sensazioni di sgradevole e ripugnante effetto. La rispondenza tra le immagini e l’evento pubblicizzato (“Halloween Horror Festival”) non giustificherebbe la scelta comunicazionale, specie per l’utilizzo di grandi affissioni che si rivolgono ad un pubblico indifferenziato, composto quindi anche da minori.

La resistente ha eccepito che le immagini non sarebbero violente, limitandosi ad illustrare l’orrore come “risultato”, evitando quindi la rappresentazione di gesti di violenza fisica espliciti, tali pertanto da non poter generare alcun turbamento. Ha inoltre precisato che i messaggi esalterebbero l’horror nella loro dimensione giocosa, ovvero con lo spirito con cui oggi si accostano ad esso anche gli adolescenti e i bambini. La mutata sensibilità del pubblico collocherebbe quindi i messaggi in una dimensione emotiva che non consentirebbe il richiamo alla violazione degli artt. 9 e 11 del Codice.

Il Giurì ha richiamato studi di psicoanalisi che hanno ampiamente dimostrato come le immagini (soprattutto quelle che contengono tratti di violenza e orrore) possano scatenare quello che Freud descrive come il sentimento “perturbante”, che porta il soggetto a percepire l’immagine come la realtà stessa. Ad avviso del Giurì è il caso delle immagini scelte per pubblicizzare l’evento in questione. Con l’aggravante del mezzo con cui sono diffuse, ovvero grandi affissioni per le strade cittadine, capaci di cogliere di sorpresa il pubblico, che si ritrova in qualche modo obbligato a subirne gli effetti, pur essendo questi né richiesti né desiderati. Il Giurì non ha ritenuto a tal proposito idonee le tesi sull’assuefazione del pubblico alle immagini violente e alla sua mutata sensibilità al riguardo. Ciò in quanto sia gli adulti che i minori collocano quelle immagini lungo precise sequenze narrative che, all’interno di un appropriato contesto, assicurano una drammatizzazione della partecipazione soggettiva che scioglie gli eventuali effetti perturbanti. Cosa che invece ovviamente il manifesto contestato non può né attivare, né raggiungere.

 

Il Giurì, esaminati gli atti e sentite le parti, dichiara che la pubblicità esaminata è in contrasto con gli artt. 9 e 11 del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e ne ordina la cessazione.

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