Pronuncia 37/2014 – con sintesi

Pronuncia n. 37/2014 del 23/09/2014
Parti Comitato di Controllo nei confronti di Saponificio Gianasso S.p.A.

Mezzi Tv
Prodotto Cosmetici “I Provenzali”
Messaggio «100% naturali» – «non testati sugli animali» – «Con i cosmetici “I Provenzali”, ogni gesto d’amore per me è anche un gesto d’amore per la natura»
Presidente Ferrari
Relatore Termine
Dispositivo  «Il Giurì, esaminati gli atti e sentite le parti, dichiara che la pubblicità contestata è in contrasto con l’art. 2 del Codice di Autodisciplina della Comunicazione commerciale, limitatamente al claim ‘non testato sugli animali’.»

 

Art. 2 – Comunicazione commerciale ingannevole

Il Comitato di Controllo ha chiesto l’intervento del Giurì nei confronti di Saponificio Gianasso Srl (di seguito: Gianasso) in relazione al telecomunicato relativo ai cosmetici “I Provenzali”, diffuso nel mese di marzo 2014, ritenendolo in contrasto con gli artt. 2 e 23 del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

Ad avviso del Comitato, infatti, il messaggio si fonda su due promesse suscettibili di fuorviare il pubblico. In particolare, si afferma che i prodotti pubblicizzati sarebbero “100% naturali” e che rispetterebbero la natura in quanto “non testati sugli animali”. Il Comitato osserva che a molti dei prodotti della linea pubblicizzata, alcuni dei quali mostrati in video, non sarebbe attribuibile la caratteristica di naturalità al 100%, posto che necessitano di ingredienti sintetici (ad esempio bagnoschiuma e shampoo). Allo stesso modo, non sarebbe corretto secondo il Comitato vantare quale pregio differenziale il fatto che i prodotti in questione non siano stati testati sugli animali, posto che le norme europee proibiscono a tutti i prodotti cosmetici di essere appunto testati sugli animali.

Gianasso ha eccepito che, in assenza di precise disposizioni normative che indichino quali sostanze e in che misura debbano essere presenti affinché un cosmetico sia definibile “naturale”, la letteratura in materia accrediterebbe l’idea che possa essere definito “naturale” un cosmetico composto “principalmente” da ingredienti naturali o di origine naturale. In tal senso andrebbe inteso anche il claim “100% naturali”. Il claim “non testati sugli animali” andrebbe invece inteso come enunciazione volta ad assicurare il consumatore che l’azienda, in tutti i suoi processi di produzione, non utilizzerebbe ingredienti provenienti da Paesi in cui non vige la norma europea e perciò sospettabili d’essere testati sugli animali.

Il Giurì ha ritenuto che i termini “natura” e “naturale” nella nostra cultura hanno ormai acquistato una sorta di dimensione “mitologica” e dunque implicano, nella loro definizione, un grado di approssimazione al puro stato di perfezione a cui li inclina il rappresentarsi come “mitologia”. In tal senso, il “100% naturale” può diventare legittimo nella comunicazione pubblicitaria, ad avviso del Giurì, se, e solo se, vi corrisponde nei prodotti cui si applica la certificata certezza che gli ingredienti e i processi utilizzati sono tali da assicurare il più alto avvicinamento possibile a ciò che la nostra cultura riconosce come “natura” e “naturale”. Ad avviso del Giurì i prodotti in questione si collocano in tale ambito, in quanto l’85% della gamma sono del tutto naturali e per il 15% sono prodotti che contengono sì tensioattivi ed emulsionanti, ma derivati solo da molecole vegetali, ovvero agenti naturali. Per tale motivo, ad avviso del Giurì è lecito l’impiego dell’espressione “100% naturali” nello spot contestato.

Diversa la valutazione del claim “non testati sugli animali”: dal momento che le norme europee (Regolamento 655/2013) proibiscono a tutti i prodotti cosmetici di essere testati sugli animali, il Giurì ravvisa nell’espressione impiegata nel messaggio non una ridondanza pleonastica, ma l’enunciazione di un inesistente vantato pregio differenziale che, mirando all’acquisizione di un indebito beneficio, genera ingannevolezza nel consumatore.

 

Il Giurì, esaminati gli atti e sentite le parti, dichiara che la pubblicità contestata è in contrasto con l’art. 2 del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale limitatamente al claim “non testato sugli animali”.