Ingiunzione 59/2014

Ingiunzionen. 59/14 del 29/7/2014
Nei confronti diCarlo Pellegrino & C. S.p.A.
Mezzi Affissioni
ProdottoBevande alcoliche
Articoli violati10; 22

Il Presidente del Comitato di Controllo visto il messaggio pubblicitario “Gibelè. Le ostriche sono servite”, rilevato su affissioni diffuse nella città di Messina nel mese di luglio 2014 ritiene lo stesso manifestamente contrario agli artt. 10 – Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona – e 22 – Bevande alcoliche – del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale. Il messaggio mostra l’immagine di una donna che giace prona su un letto, ad occhi chiusi, verosimilmente senza vestiti, con in mano una bottiglia vuota del vino pubblicizzato, mentre il claim recita: “Gibelè. Le ostriche sono servite”. Ad avviso del Comitato di Controllo, nella comunicazione descritta, il ricorso all’uso provocatorio del corpo e a riferimenti sessuali al fine unico di attrarre l’attenzione del pubblico, veicola una rappresentazione svilente della persona, che si pone in contrasto con l’art. 10 del Codice. I riferimenti e le suggestioni in chiave sessuale del messaggio sono peraltro ribadite dal payoff “Gibelè. Il gusto seducente dello zibibbo secco”. Posto che non è il tema della sessualità in sé ad essere messo in discussione, ciò che rileva ai fini della valutazione autodisciplinare è la rappresentazione che il messaggio offre della persona, della donna in questo caso, che è ridotta a corpo abbandonato, usato, vuoto come la bottiglia accanto a lei. Infatti il messaggio suggerisce in modo univoco che una buona bottiglia di vino e un piatto di ostriche sono stati sufficienti per sedurre una donna: una rappresentazione evidentemente riduttiva e sminuente. Nulla giustifica la scelta creativa, se non l’intento di strumentalizzare i temi dell’intimità e della seduzione per imprimere nel pubblico il marchio dei prodotti pubblicizzati. Sotto diverso profilo, il Comitato rileva l’inopportunità del messaggio nel pubblicizzare una bevanda alcolica, ai sensi dell’art. 22 del Codice, in quanto offre una rappresentazione che contrasta con l’esigenza di favorirne un consumo ispirato a misura, correttezza e responsabilità. La scena rappresentata suggerisce un abuso del vino pubblicizzato, o di certo un uso non controllato e morboso della bevanda, e allo stesso tempo, per effetto delle suggestioni erotiche di cui sopra, idonea a suggerire al pubblico che il suo consumo possa contribuire a migliorare se non favorire l’efficienza, il successo sessuale.

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