Pronuncia 83/2012 – con sintesi

Pronuncian. 83/2012 del 18/12/2012
PartiComitato di Controllo nei confronti di Superceramica Edilnetwork srl
Mezziaffissioni
Presidente e RelatoreFerrari
ProdottoStore di pavimenti e rivestimenti
Messaggio“L’Edil Store per la tua Casa… a San Martino Siccomario”
DispositivoIl Giurì, esaminati gli atti e sentite le parti, dichiara che la pubblicità contestata non è in contrasto con il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.
Il Comitato di Controllo ha chiesto l’intervento del Giurì nei confronti di Superceramica Edilnetwork srl in relazione a un messaggio pubblicitario rilevato su affissioni nella città di Pavia, ritenendolo in contrasto con l’art. 10 del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale. Il messaggio mostra un uomo nudo, inquadrato dalle spalle in giù, con le braccia stese lungo i fianchi mentre tiene tra le mani una mattonella per coprire il pube.
Ad avviso del Comitato di Controllo il messaggio risulterebbe lesivo della dignità della persona, posto che la persona è trattata alla stregua di un oggetto, senza identità, inerme ed esposto ai desideri del pubblico, con una commistione di piani non accettabile. Secondo il Comitato di Controllo non sarebbe in gioco la presunta volgarità della rappresentazione, quanto la gratuita strumentalizzazione del corpo umano.
La resistente ha contestato l’interpretazione del Comitato di Controllo, sostenendo che il messaggio in questione intenderebbe veicolare l’idea che, malgrado la crisi, sia ancora possibile trovare piastrelle belle e di ottima qualità a prezzi convenienti. Il messaggio non sarebbe per nulla volgare, posto che mette in mostra solo il torace del modello. Infine ha aggiunto che l’immagine sarebbe immune da ogni riferimento alla sfera erotico-sessuale, essendo ben coperto il pube e ricordando che, secondo la costante giurisprudenza del Giurì, non è vietata in linea di principio la rappresentazione del nudo, ove non contenga elementi offensivi verso la dignità della persona.
Il Giurì, pur riconoscendo che il messaggio si colloca sul confine non superabile ai sensi dell’art. 10 del CA, ha ritenuto che questo confine non sia stato oltrepassato. Fermo restando che non è illecito in sé l’utilizzo del nudo a fini pubblicitari, e osservato inoltre che, per ammissione dello stesso Comitato di Controllo, l’immagine in discussione non è volgare nel suo complesso, anche prescindendo dal fatto che il modello occulti le parti intime proprio attraverso l’esibizione del prodotto reclamizzato, si può ritenere accettabile che la resistente abbia voluto attirare l’attenzione del pubblico in modo “impattante” e ritenuto funzionale, per la facile e immediata visibilità, alle necessità contingenti di un momento di particolare crisi. In particolare il Giurì non ha ritenuto lesivo della dignità che del modello raffigurato compaia nell’immagine soltanto la muscolatura, su cui si vuole concentrare l’attenzione, trattandosi fra l’altro di un artificio non infrequente anche nelle opere d’arte figurativa.
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