Ingiunzione 114/2012

Ingiunzionen. 114/2012 del 13/12/2012
Nei confronti diEnergieBio Lab
Mezzistampa
Prodottointegratore alimentare
Articoli violati2, 4, 12 co. 2, 23 bis
Il Presidente del Comitato di Controllo, visto il messaggio pubblicitario “L’anello virtuale che fa veramente dimagrire senza sforzo!”, relativo al prodotto “Gastrobioring”, rilevato su “Nuovo” n. 45 – data copertina 29/11/12, ritiene lo stesso manifestamente contrario agli artt. 2, 4, 12, comma 2, 23 bis del Codice della Comunicazione Commerciale.
Il messaggio, infatti, stante la presenza di molteplici affermazioni esorbitanti e palesemente ingannevoli, è tale da creare la falsa speranza di risolvere facilmente ed in tempi brevi un problema che, per i disagi di salute ed estetici che provoca, rende chi ne è afflitto particolarmente sensibile e vulnerabile. In particolare si alletta il pubblico con promesse illusorie, inducendolo a credere che con il trattamento “Gastrobioring”, “L’anello virtuale che fa veramente dimagrire senza sforzo”, sia possibile ottenere una sicura e notevole perdita di peso senza che sia necessario sostenere sacrifici in termini di riduzione dell’apporto calorico giornaliero, svolgimento di attività fisica e, più in generale, di adozione di un regime di vita coerente con l’obiettivo.
Espressioni come, a titolo esemplificativo, “Gastrobioring funziona secondo lo stesso principio dell’anello gastrico chirurgico”, “Con Gastrobioring dovrà aver perso in media un chilo al giorno, ossia in media 7 chili la prima settimana.”, “Il primo trattamento senza chirurgia e senza pericolo che combatte l’obesità negli Stati Uniti” e “Senza avere fame, senza sforzo, senza nessun rischio e naturalmente” accreditano agli occhi dei destinatari il falso e illusorio convincimento che il prodotto reclamizzato possa realmente risolvere i problemi di peso senza sacrifici.
Scorretta è la visualizzazione delle foto “prima–dopo”, che riportano la testimonianza di un uomo che racconta di aver perso “–20kg in 21 giorni” utilizzando il prodotto pubblicizzato. Tale elemento è improprio sia da un punto di vista per così dire tecnico, perché non tiene conto della inevitabile variabilità della risposta individuale al trattamento reclamizzato, sia da un punto di vista prettamente comunicazionale, in quanto suscettibile di rendere il messaggio eccessivamente enfatico e illusorio. Si rileva altresì la violazione dell’art. 4 del Codice, che al proposito richiede esplicitamente che le testimonianze utilizzate in pubblicità debbano essere “autentiche, responsabili e controllabili”: infatti in assenza di una dichiarazione dell’utente, con la quale esso si obbliga a fornire a chi ne faccia richiesta i dati anagrafici completi dei testimoni, il messaggio non consente al consumatore di verificare personalmente l’autenticità e la veridicità delle loro dichiarazioni.
È altresì palesemente ingannevole la quantificazione assoluta dei risultati ottenibili in un determinato periodo di tempo: “In Italia i test eseguiti su più di 134 persone hanno dato i seguenti risultati: in media 14, 3 chili perduti in 14 giorni di trattamento e l’80% della cellulite è scomparsa”, “Con Gastrobioring dovrà aver perso in media un chilo al giorno, ossia in media 7 chili la prima settimana.” e “–20kg in 21 giorni”. La promessa di una perdita di peso specifica, infatti, da un lato non tiene conto dell’estrema variabilità della risposta individuale a qualunque tipo di trattamento, dall’altro non rispetta quel canone di massima responsabilità che il Codice della Comunicazione Commerciale richiede ai messaggi che coinvolgono problematiche relative alla salute e all’aspetto estetico, senza alcuna avvertenza in ordine ai rischi connessi alla perdita di peso promessa ed alle opportune precauzioni da adottare, violando quindi anche il 2º comma dell’art. 12 del Codice. A tutto ciò si aggiunga che i risultati sono promessi non solo in quanto certi, ma anche duraturi nel tempo (“I risultati durano nel tempo? Certo ed è facile da capire”), lasciando intendere che grazie a questo trattamento sia impossibile recuperare i chili persi, mantenendo addirittura lo stesso regime alimentare, senza rinunce o sacrifici.
La promessa in termini perentori ed enfatizzati di un’azione sulla “cellulite” (“… l’80% della cellulite è scomparsa”) risulta del tutto impropria ed inveritiera. Quest’ultima, infatti, individua una vera e propria condizione patologica, che richiede l’adozione di terapie specifiche, articolate ed individualizzate.
Infine si rileva che il messaggio, lasciando intendere che il prodotto reclamizzato assicuri in ogni caso la perdita di chili (“Ho meno di 4 chili da perdere”, “Ho tra 4 e 8 chili da perdere”, “Ho tra 8 e 12 chili da perdere”, “Ho tra 13 e 18 chili da perdere” e “Ho più di 20 chili da perdere”), rimettendo al consumatore unicamente la scelta di quanti perderne, promuove un’errata e pericolosa concezione del dimagrimento “fai da te”.
Si ricorda, infine, che l’ingannevolezza del messaggio deve essere valutata non solo per il contenuto dello stesso, ma anche in considerazione del pubblico cui è destinato, costituito da consumatori particolarmente sensibili nei confronti di annunci che promettono il sicuro e rapido ottenimento di risultati ambìti e per questo motivo portati ad una decodifica più allettante ed illusoria delle promesse pubblicitarie, con la conseguente amplificazione dei profili di decettività.
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