Ingiunzione 135/2011

Ingiunzionen. 135/2011 del 4/11/2011 – 19/12/2011
Nei confronti diProcter & Gamble Holding srl
Mezzistampa, sito Internet
Prodottocrema anti-età
Articoli violati2, 23
Il Presidente del Comitato di Controllo, visti i messaggi “Dalle aziende Consigli per gli acquisti”, relativo al prodotto “Serum 7 Lift”, rilevato su “Più Sani Più Belli” – data copertina ottobre 2011 – e la pagina Internet http://www.pg.com/it_IT/news/laboratories_boots.shtml rilevata nei mesi di settembre e ottobre 2011, ritiene i messaggi contrari agli artt. 2 e 23 del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.
Ad avviso dell’organo di controllo, i messaggi vantano un’impropria efficacia del cosmetico pubblicizzato sulle “rughe profonde” (“Riparare le rughe profonde”, “… dopo 4 settimane riduce del 50% la visibilità… e delle rughe profonde”). Alla base di tale promessa vi è un test di autovalutazione che, per i limiti insiti in tale tipologia di test, si rivela inidoneo a supportare il claim in questione.
Infatti, come riportato nella pagina del sito “Boots”, i test di laboratorio evidenziano che dopo 6 mesi di trattamento con il siero “migliora la struttura della pelle e che potrebbe portare ad una riduzione clinica dell’aspetto delle rughe”. Appare quindi evidente che i risultati ottenuti attraverso le misurazioni strumentali dei test clinici sono molto diversi da quelli indicati nel messaggio stampa, sia in termini di tempo che di miglioramento delle rughe. A tale riguardo appare impropria anche l’espressione “riparare le rughe profonde” in quanto l’utilizzo del prodotto porta unicamente ad un miglioramento delle rughe.
Alla luce di tali considerazioni, appare inoltre esorbitante e fuorviante l’eccessiva enfasi riferita all’efficacia del prodotto, riportata nel sito Internet “P & G”.
In tale pagina, infatti, viene più volte evidenziato il legame tra il prodotto cosmetico in questione e il mercato farmaceutico (“Il mercato farmaceutico italiano ha un grande potenziale di crescita”, “… prodotto cosmetico antietà testato con gli stessi elevati standard di valutazione dei farmaci, la cui efficacia è comprovata da studi clinici indipendenti pubblicati dalle più autorevoli riviste internazionali di dermatologia”), nonché con il canale farmacia. Tali affermazioni, infatti, integrano una violazione della ratio del divieto di “ricorrere a richiami o attestazioni di tipo medico”, che ha sempre trovato applicazione anche con riguardo ai prodotti cosmetici, in quanto tale richiamo conduce ad attribuire ai prodotti pubblicizzati un quid pluris rispetto agli altri, di pari natura, presenti sul mercato.
Anche la scelta di svolgere il test di autovalutazione presso 200 farmaciste, ad avviso del Comitato, riceve un’eccessiva enfasi nella comunicazione in questione, in quanto queste ultime vengono rappresentate come un “campione di donne di altissimo profilo e autorevoli referenti…” attribuendo ai risultati del test un’indiscussa garanzia di efficacia, proprio in quanto consigliato dal farmacista, figura professionale, in grado di fornire maggiore fiducia al consumatore nella scelta del prodotto.
Improprio appare, infine, il riferimento all’affermazione “è la prima volta che simili benefici vengono registrati per un prodotto cosmetico antietà senza prescrizione” , dal momento che per definizione un prodotto cosmetico non necessita di alcuna prescrizione medica.
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